Extra vagantes show di Giuseppe Forestiero

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di Giuseppe Forestiero

Notizie bibliografiche:

[…] La peculiarità più interessante di quest’opera è dunque la sua distanza da ogni metafisica soluzione formale, per abbracciare invece un crudo realismo terminale, avvicinandosi, almeno idealmente, all’omonima corrente letteraria fondata dal poeta Guido Oldani. Ma non c’è solo questo, nella scrittura di Forestiero: vi si può notare anche la naturale propensione alla musicalità più viva della lingua, finanche nei più brevi componimenti; così come una lieve sfumatura surrealista in altri scritti, sparsi qui e là, ci ricorda quanto plastificata sia in realtà la vita di oggi. In conclusione, ci si trova davanti ad un’opera agile ma consapevole, che sembra prendere spunto dall’occasione per ragionare con lucida leggerezza sui malesseri dell’uomo, qui inteso come mero spettatore di questo spettacolo che è ormai il mondo fuori da ogni ordine.

dall’introduzione di Antonio Bux

I vecchi escono dai bar

con i bastoni in mano

come antenne di lumache.

Giuseppe Forestiero è nato nel 1975 a Sora e vive in Abruzzo. Imprenditore, è laureato in giurisprudenza. Nel 1998 ha pubblica- to Jack, si gira, Edizioni Tracce di Pescara.


Prezzo copertina: euro 10.00 9,50

Pagine: 60

Codice ISBN: 9788885781528


Sogno la direttiva di Roberta Sirignano

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di Roberta Sirignano

Notizie bibliografiche:

[…] In definitiva, il risultato di un’opera così straniante probabilmente è la deriva dell’essere contemporaneo, in quanto preda di un linguaggio che da tempo ha perso il suo valore primitivo. Ed è forse questo il monito più tragico nell’opera della Sirignano: che il dire non più spaventi cambiando il sentire nella vita di tutti i giorni, ma che, invece, si adegui alla sua sostanza più quotidiana. Ed ecco, allora, che il sogno di una direzione si fa poesia, evocazione, richiesta spasmodica e plasmante di un linguaggio detonato e al tempo stesso disperatamente lucido e sorgivo. […]

dalla introduzione di Antonio Bux

Se i luoghi senza coraggio abbaiano

quando si silenziano ti ascolto

abbaio io alla luce
si infila lenta mi infila lenta

come plastica di forma imperfetta
ma armonia a seguire dalla striscia luminosa

Roberta Sirignano (Roma) è autrice di testi sperimentali e di poesia visuale. Si occupa inoltre di arte attraverso la produzione di opere realizzate con tecnica digitale. Ha pubblicato, tra l’altro, Un minuto dopo l’esplo- sione della luna (Edizioni La Gru, 2012); Il Portone – fixing/my/tender/mind (Augh Edizioni, 2017); La catena di montaggio della mente. Racconti obbligati (Edizioni Ensemble, 2019). Nel 2019 un suo racconto inedito, La mistica della post-produzione, ha ricevuto una menzione d’onore al Premio Lorenzo Montano. Sue opere di arte digitale e fotografiche e alcuni testi poetici sono stati pubblicati su riviste cartacee e online.


Prezzo copertina: euro 10.00 9,50

Pagine: 60

Codice ISBN: 9788885781504


Adolescenti vezzi alfanumerici di Gabriele Sebastiani

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di Gabriele Sebastiani

Notizie bibliografiche:

[…] Ed è così che questo canzoniere si perpetua per lo scorrere della prima sezione in forma di pseudo sonetti, tutti composti da una doppia sestina; nella seconda sezione vi sono invece le poesie più libere e dal respiro generosamente più ampio. I temi (e sono i temi di sempre: lo scorrere del tempo, il rapporto uomo/natura, l’amore e l’integrazione col reale, ecc.) sono trattati talvolta con arguzia e con toni ironici, altre volte invece una lucida patina elegiaca torna in superficie e ci mostra l’anima più profonda dell’autore. Ed è così che la maniera diventa pretesto per dare forma al sentimento più sincero che permea l’intera raccolta, ovvero quello stupore di sentirsi eterni adolescenti, quasi disadattati a questo mondo, ma innamorati a tal punto del mondo da volerne dire, e in questo caso poeticamente, la bellezza ma soprattutto la sua primordiale vanitas.

dall’introduzione di Antonio Bux

Forse una sera uscendo, a tarda notte

nei vicoli di un bar, parrà già giorno

chiaro contorno amico e furibondo

di noi che ci vogliamo troppo bene

in fondo per affliggerci; e se ti amo

non lo nascondo più nulla contando.

Ma intanto sulla sponda di gennaio

buio si appresta ad annebbiare passo

lo stesso avvolto metro di conquista

di chi, sparando a vista, grida varco.

Zitto contratto una seconda chance,

privi dell’ansia di voltarci, amiamoci.

Gabriele Sebastiani è nato nel 1991 e risiede a Velletri (RM). Nel 2015 si laurea in Filo- logia Moderna all’Università “La Sapienza” di Roma, presentando una tesi intitolata Milo De Angelis: Quell’andarsene nel buio dei cor- tili. Dalla fine all’origine di tutto. Sempre del 2015 è la pubblicazione del suo primo vo- lume di poesie, Abbozzi del fanciullo senti- mentale (Lepisma Edizioni, Premio Tredici). Alcuni suoi interventi critici e testi poetici sono apparsi su riviste e blog come «Poeti e Poesia», «Polimnia»; «Locomotiv», «Poesia ultracontemporanea».


Prezzo copertina: euro 12.00 11,40

Pagine: 100

Codice ISBN: 9788885781511


L’Ipnosimetro di Antonio Bux

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di Antonio Bux

Notizie bibliografiche:

Nella già vasta produzione del poeta foggiano Antonio Bux, L’ipnosimetro originariamente si poneva come un corpus unico che formasse un’opera dalla mole gigantesca di oltre quattrocento pagine. Data l’impossibilità di pubblicazione di un testo così imponente, l’autore ha preferito scorporare le cinque parti del libro in altrettante pubblicazioni a sé stanti. Questa qui proposta è la quarta e penultima parte, e s’intitola così com’era in origine il progetto nella mente dell’autore. La peculiarità principale della poesia di Bux è l’ossessione verso forme e stilemi ricorrenti, quasi a creare una situazione poematica dove il poeta si trova a lottare soprattutto contro se stesso, e lo fa utilizzando un grumo di parole specifiche e “neutrali” (solo per citarne alcune: cielo, Dio, mare, vento, alberi, tempo), che si rincorrono ossessivamente fino a dissolvere il proprio significato originario, nella speranza di rinnovare la parola basando sul ritmo e sui rimandi interiori questa estenuante cantilena di sguardi e di suoni. […]

dalla nota redazionale

Il saldo è l’ultima luna o pagare le viscere
ai vermi sopra la terra

oppure invecchiare
il sogno contro natura felici senza un vascello

che sappia dove la morte
fa acqua, dove fa fuoco quando ritorna nel grembo

sottile di chi non è stato
o di chi solo ha vissuto felice e non vuole più avere risposte

Antonio Bux (Foggia, 1982) ha pubblicato, tra l’altro, Trilogia dello zero (Marco Saya 2012; rosa premio Montano, vincitore premio Minturnae), Kevlar (Società Editrice Fiorentina 2015; premio Alinari), Naturario (Di Felice 2016; rosa premio Viareggio), Sativi (Marco Saya 2017; selezione premio Città di Como) Sasso, carta e forbici (Avagliano 2018; premio Alfonso Malinconico) e il recente La diga ombra (Nottetempo 2020). In spagnolo ha pubblicato 23 – fragmentos de alguien (Buenos Aires 2014), El hombre comido (Buenos Aires 2015), Saga familiar de un lobo estepario (Toledo 2018) e in vernacolo foggiano la silloge Lattèssanghe (Le Mezzelane 2018; selezione premio Città di Ischitella – Pietro Giannone). Nel 2014 gli è stato conferito a Firenze il premio Iris. Come traduttore ha curato i volumi Finestre su nessuna parte (Gattomerlino Superstripes 2015) di Javier Vicedo Alós, Bernat Metge (Joker 2020) di Lucas Margarit e Contro la Spagna e altri poemi non d’amore (Nessuno editore 2020) di Leopoldo María Panero. Ha fondato e dirige il blog Disgrafie e alcune collane per le Marco Saya Edizioni e per l’editrice RPlibri.


Prezzo copertina: euro 12.00 11,40

Pagine: 80

Codice ISBN: 9788885781450


Una lettera per Antonio Bux dedicata a L’Ipnosimetro:

Ciao Antonio, il tuo libro mi è arrivato molto prima del previsto e l’ho già letto. Sono contento perché mi è piaciuto molto. La tua è una lingua che fa sentire la propria voce, che si fa forte presenza per poi poter meglio sparire e risolversi/dissolversi in se stessa. Leggendoti ho ripensato molto alla dépense di Bataille (dispendio e depensamento di beniana immemoria). Le parole si consumano nelle immagini e le immagini nelle parole. Il tuo linguaggio è una forgia in cui i concetti vengono continuamente riplasmati, un flusso ipnagogico-mentale, come anche una lotta della poesia con se stessa come Giacobbe con l’angelo. È altresì una ricerca sul sonno / sogno delle parole, ma non in senso onirico o surrealistico, più una specie di dormiveglia delle parole laddove il significante è ancora aperto alla ferita del significato, del ‘semanein’, del significare.In definitiva il testo è quasi un pre-testo per aprire le parole all’alterità di cui sono fatte. Davvero tanti, tanti complimenti.

Roberto Nespola

Personat (Passacaglia e fuga) di Roberto Ranieri

Acquista Personat Passacaglia e fuga

di Roberto Ranieri

Notizie bibliografiche: “Personat” di Renato Ranieri

Questa personalissima raccolta di versi di Roberto Ranieri, intitolata Personat (Passacaglia e fuga) non è composta da poesie separabili e indipendenti tra loro. Infatti, all’interno delle quattro sezioni (Levare, Passacaglia, Cadenza e Fuga), gli spazi servono a isolare sezioni testuali omogenee, che nella tipica Passacaglia di matrice musicale classica (memorabili, in tal senso, la passacaglia di Bach – in do minore – o quella in re minore di Buxtehude) formano una autentica rapsodia sinfonica. In questo caso la Passacaglia coincide con cinquantaquattro ottave regolari di novenari, mentre nella sezione in Levare le ottave sono due, sempre separate. In Cadenza il testo è invece compatto, mentre in Fuga le sottosezioni sono due: nella prima le spaziature sono tra blocchi semantici coerenti, nella seconda tornano le ottave separate. Un lavoro dunque di precisione stilistica e metrica, dove un certo sperimentalismo s’abbina a una sinfonia meta-classica che prende spunto dal quotidiano e dal popolare per ergersi a composizione quasi canzonatoria, giullaresca. Ed è questa variazione di temi e di registri che più affascina nella poesia dell’autore veneto: quel sottile equilibrio tra mera composizione scrittoria e una forte consapevolezza morale e poetica del “dire in quanto s(u)ono” […]

[…] dalla introduzione di Antonio Bux

***

Ho maturato la convinzione che se HAL 9000 avesse composto una sua versione de L’avvelenata di Guccini sarebbe uscito un libro – intendendo libro nel senso di opera stilisticamente e for- malmente risolta, al di là di un esito editoriale – uguale, o molto simile, a Personat. Passacaglia e fuga di Roberto Ranieri. Eviden- zierò alcune ragioni che mi hanno portato a questa conclusione, tenendo presente che di raccolta inedita si tratta – perlomeno nel momento in cui sto scrivendo, – e che quindi mi limiterò a citare soltanto quei passaggi che ritengo necessari a sostanziare le mie argomentazioni. Anzitutto, ci sono quattro sezioni: Levare, Passacaglia, Cadenza, Fuga, con uno sbilanciamento, in termini quantitativi, nella sezione Passacaglia, che conta 54 ottave siciliane. Nello sviluppo del libro, i richiami tra stanza e stanza, ma anche tra sezione e sezione, risultano evidenti. Quindi: la divisione in sezioni giustifica l’impianto complessivo, ma la complessità del libro risiede, a mio avviso, nelle riprese; consiglio di non farne, in altri termini, una lettura a blocchi.

[…] dalla Nota al testo di Luca Rizzatello

E intanto la notte trascrive

la fideiussione in contanti
su un corpo che ancora convive
col mio levigando varianti
di stato su fodere e pelli
nel luogo di me più impensato
tra i lobi fin sotto i capelli,
al bivio fra milza e costato.

Roberto Ranieri è nato e vive a Venezia. Laureato in Lettere Moderne, giornalista pubblicista, lavora nel Settore Cultura del Comune di Venezia. Ha collaborato alla pagina culturale del quotidiano “Terra“ e alla rivista “Nonsolocinema”, con recensioni letterarie e musicali. È autore della raccolta Sdrucciole per lanterne, vincitrice della prima edizione del concorso nazionale “Alberoandronico” (PerroneLab, 2009). Nel 2011 ha vinto il concorso nazionale per narrativa inedita Ulteriora Mirari, con la pubblicazione di Terapie a rischio (Smasher, 2011), di cui nel 2015 è uscita una seconda edizione. Traduttore di Vikram Seth alla Milanesiana 2011, è presente in varie antologie e raccolte; un’ampia selezione monografica di componimenti è apparsa in Materia Prima (Perrone, 2012).  La raccolta poetica Soffio vocale con vista (Luoghinteriori Editore, 2014) ha vinto il “Premio Città di Castello”; la raccolta Pronome impersonale (Le Voci della Luna, 2019) si è aggiudicata a Sasso Marconi il “Premio Renato Giorgi”.


Prezzo copertina: euro 10.00 9,50

Pagine: 60

Codice ISBN: 9788885781412


Articolo pubblicato su “Il gazzettino VeneziaMestre” a cura di Filomena Spolaor (edizione del 11/03/2021)

Il Fallout degli Dèi di Mark Bedin

Acquista Il fallout degli dèi

di Mark Bedin

In un tempo dove la poesia è sempre più̀ oggetto di una rappresentazione diretta e piana, figlia di un linguaggio sempre più simile a quello parlato, c’è chi osa, come Mark Bedin, arcaicizzare il detto poetico per renderlo puro ritmo, viscerale esecuzione sonora; ciò̀ accade ne Il fallout degli dèi, seconda opera del giovanissimo autore veneto. Autodidatta e operaio in fabbrica, al contrario di molti suoi autori coetanei, Bedin si sottrae al contemporaneo, ergendo una sua personalissima Torre di Babele, tutta incentrata sulla reverenza dell’autore nei confronti della letteratura, e nello specifico della poesia.  […]

dalla introduzione di Antonio Bux

XI.

Quanto non avrei creduto affiora: Cleopatra,

e l’ascosa sua mano che altera,

per decesso affliggersi, del serpente il muso.

Ma io so, Cleopatra: fin troppo t’amasti

per non lasciarti soffrire.

S’è aggredita, rauca, ora, la luna in cielo

-Cleopatra; maledetta puttana, è tuo il seno

di nerastra chiazza, rattrappito tra le piaghe

che benigno gettato riarde nelle vaghe

folate!

Eppure mi accettasti;

non saprei dire in che misura di chi Cleopatra

in me rimanda la figura, facesti scordare.

Mark Bedin è nato a Vicenza nel 1997 e vive ad Altavilla Vicentina dove svolge l’attività di operaio in una acciaieria. Ha sempre contrapposto il suo percorso di studi tecnici al percorso letterario intrapreso in solitudine. Ha pubblicato la silloge Variazioni in versi (Controluna, 2018), poi ripudiata, scartata e rivista e mai ripubblicata. Un testo unico è stato pubblicato nell’antologia L’ovulo cercato (Occhionudo, 2019).


Prezzo copertina: euro 12.00 11,40

Pagine: 100

Codice ISBN: 9788885781399


Sergio Carlacchiani dà voce ai versi di Mark Bedin

James Marchiori dedica un pensiero alla poesia e all’opera di Mark Bedin

Recensione a cura di Diego Riccobene dedicata all’opera di Mark Bedin

Il Travestire dei Geli di Federico Pinzetta

Acquista Il Travestire dei Geli

di Federico Pinzetta

Quella di Federico Pinzetta è poesia di misura e di macero. Perché l’autore brucia attorno al silenzio e alle sue venature, a volte brillanti, altre opache, ma sa anche contenere il grande argine della parola. E in questo tintinnare calmo diversi, le voci del silenzio abitano le parole ancor prima che si stendano sul foglio. In definitiva, questo sorprende di un autore così giovane, qui alla sua prima prova: scivolare nella tradizione senza risuonare il ridondante, anzi, creando micro realtà sensoriali che inducono il lettore a definire il silenzio proprio grazie alle parole che in fin dei conti non annunciano né cantano, ma si sottraggono ancor prima all’intenzione di essere scritte.

[…] dalla introduzione di Antonio Bux

Nel giro di boa delle mattonelle
sospirano le miserie,
in confronto allo stare
arboreo delle leggende
la botta del supermercato
spalmato sul cemento
raccoglie il ridicolo.
A volte è piangere un pilastro
per il gelsomino o
sputare se stessi.
Nel loro preciso essere nulla
i geli travestono.

Federico Pinzetta è nato a Mantova nel 1996 e studia Filosofia a Verona. Collabora con la rivista di filosofi a “Sovrapposizioni”. Il travestire dei geli è la sua prima pubblicazione.


Prezzo copertina: euro 10.00 9,50

Pagine: 56

Codice ISBN: 9788885781320


Poesia inedita che Federico Pinzetta dedica alla memoria del giovane poeta Gabriele Galloni

Recensione de Il Travestire dei Geli per “Transiti Poetici”

La poesia “Il cadere lieve” di Federico Pinzetta viene riportata da il quotidiano “La Voce di Mantova”, uscita del 5 gennaio 2021
La poesia “Alla fine” di Federico Pinzetta viene riportata da il quotidiano “La Voce di Mantova”, uscita del 19 gennaio 2021