Silenzio Eloquente di Antonella Fusco

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di Antonella Fusco

Si legge una sensibilità finissima in queste poesie di Antonella Fusco, sublime e quasi religiosa, aperta ad un universo intuitivo che si lega al sensibile nel profondo dell’esistenza. I versi sono soffici, ritmati da una cadenza interna, con ampie pause, con respiri d’anima. Tutto sembra provenire dallo sguardo: uno sguardo avvolgente, caldo e calmo nel suo dispiegarsi quasi tattile sulle cose, sulla natura, sul creato. C’è nei versi una registrazione intensissima di gesti, segni, emozioni. E se per un verso la poesia si dispiega in un contesto dialogico, rivolta ad un tu, reale e ideale, per l’altro non c’è separazione tra lo sguardo esteriore e quello interiore. Anzi vi è quasi, a tale riguardo, una identificazione.

dalla prefazione di Giorgio Agnisola

Silenzio eloquente

Sguardo

d’anima.

 

Antonella Fusco (Benevento, 1968) docente ordinaria di Lingua e Letteratura italiana presso il Liceo Statale G. Guacci di Benevento. Laureata in Lettere, in Pedagogia e in Scienze Motorie, giornalista pubblicista, è profondamente impegnata nel mondo della scuola, in cui riveste vari incarichi professionali, inerenti in particolare alla didattica e alla ricerca, avendo altresì operato soprattutto nei raccordi tra scuola di secondo grado e università. Si dedica da qualche anno alla poesia, partecipando con successo a significativi premi letterari e rientrando in antologie della poesia italiana presente.


Prezzo copertina: euro 10.00

Pagine: 48

Codice Isbn: 9788885781375


silenzioeloquente Articolo dedicato a Silenzio eloquente per Il Sannio Quotidiano (Ed. cartacea – Sabato 15 agosto 2020).

Comunicato su “Teatri e Culture” in occasione dell’evento dedicato a “Silenzio eloquente”

Giuseppe Meluccio: “L’enigma cosmico” (Ed. La Vita Felice, 2017)

di Antonella Fusco (2019)

Liriche di profonda sensibilità, l’universale pervade il quotidiano. Nell’esperienza esistenziale è la presenza dell’infinito.

La forma poetica è caratterizzata da un dinamismo comunicativo, attraverso il quale emerge una percezione del mondo che si apre all’universo.

La poesia, così, diviene uno spazio infinito, illimitato. Nasce dalla interiorità. Grazie al contatto intimo con se stesso, Giuseppe Meluccio, arriva a sfiorare il cielo e a proiettarsi oltre il finito.

Più intenso è lo sguardo con il proprio io, più si ha la sensazione di entrare in contatto con l’immensità.