Sezione L’anello di Möbius

Una voce davvero inedita, quella di Elia Belculfinè. Una voce densa, onirica, frastagliata. Una voce che sembra prendere (e pretendere) l’e- redità della migliore poesia del novecento per farne un omaggio teso al disfacimento. Perché pregna di decadentismo, questa poesia sembra dialogare con i morti e i fantasmi, spesso anche dei vivi, che il poeta incontra sul suo cammino. Così come di riflesso, il poeta incarna nei suoi scritti ciò che non è più degli uomini, se non nella morte o nel silenzio.

dalla prefazione di Antonio Bux

Vai alla scheda completa


Il Fallout degli Dèi di Mark Bedin

falloutIn un tempo dove la poesia è sempre più̀ oggetto di una rappresentazione diretta e piana, figlia di un linguaggio sempre più̀ simile a quello parlato, c’è chi osa, come Mark Bedin, arcaicizzare il detto poetico per renderlo puro ritmo, viscerale esecuzione sonora; ciò̀ accade ne Il fallout degli dèi, seconda opera del giovanissimo autore veneto. Autodidatta e operaio in fabbrica, al contrario di molti suoi autori coetanei, Bedin si sottrae al contemporaneo, ergendo una sua personalissima Torre di Babele, tutta incentrata sulla reverenza dell’autore nei confronti della letteratura, e nello specifico della poesia.  […]

dalla prefazione di Antonio Bux

Vai alla scheda completa

Il Travestire dei Geli di Federico Pinzetta

PinzettaQuella di Federico Pinzetta è poesia di misura e di macero. Perché l’autore brucia attorno al silenzio e alle sue venature, a volte brillanti, altre opache, ma sa anche contenere il grande argine della parola. E in questo tintinnare calmo diversi, le voci del silenzio abitano le parole ancor prima che si stendano sul foglio. In definitiva, questo sorprende di un autore così giovane, qui alla sua prima prova: scivolare nella tradizione senza risuonare il ridondante, anzi, creando micro realtà sensoriali […]

dalla prefazione di Antonio Bux

Vai alla scheda completa

Fiori Scompagni in Acqua Cruda di Carol Guarascio

fiori… Quando un poeta assolve, almeno in parte, a queste specifiche questioni, può ritenersi sufficientemente soddisfatto del proprio fare. Questo avviene anche per la raccolta di Carol Guarascio, dall’emblematico titolo Fiori scompagni in acqua cruda, dove il ritmo assume senso attraverso suoni ed immagini precise; dove l’amore germina, così come la solitudine, con tono leggero, mai mortificante o consolatorio.

dalla prefazione di Antonio Bux

Vai alla scheda completa

Collezione di Dischi Volanti di Daniel Skatar

cdv

… L’autore, inoltre, muove i propri versi “geograficamente” anche per collocazione sistematica: versi in tondo e in corsivo si dipanano sulla pagina, alternandosi tra margine destro e sinistro, creando una voce nella voce interiore, una specie di doppio che, a seconda dell’occasione, amplifica o esonda, anticipa o ritorna su e per l’azione. Ed è in questo caso l’azione di dire, tramite la poesia, la superficie delle cose, per scandagliare la realtà con apparente freddezza utilizzando un’accurata mossa di autodifesa, perché l’autore pare rendersi conto di essere solo nel mondo, con il suo scrivere che lo rende alieno dai sentimenti più rozzi dell’umanità, ma vicino alla bellezza rarefatta del mondo.

dalla prefazione di Antonio Bux

Vai alla scheda completa

Il ritmo del mondo di Luigi Vallebona

Le poesie de Il ritmo del mondo mi hanno molto sorpreso e convinto per l’originalità della loro forma stilistica, che introduce con ironica abilità i termini della contemporaneità elettronica e merceologica nel tessuto di una lingua colta, e per i temi in sottofondo, che sono finalmente i gran­di temi del nostro presente, la natura offesa, la dematerializzazione (curiosamente affine al mate­rialismo…), i migranti, la globalizzazione … Insomma, una buona lettura che mi ha colpito e anche intellettualmente coinvolto.

Giuseppe Conte

 
Vai alla scheda completa

In che luce cadranno di Gabriele Galloni

… Galloni anche in questa sua agile e seconda prova, In che luce cadranno, gioca tra il silenzio e il tempo sospeso della poesia, e lo fa una volta con crudezza, altre volte con leggiadria, offrendo al lettore un lavoro di puntello, ma anche e soprattuto di carne, di materia viva. Ciò che è sorprendente è l’oscillazione di una poeta così giovane, ma già dal tono maturo, tra la concisione e lo stupore, tra la leggerezza e l’acume di una poesia tanto affinata quanto pungente.

 dalla prefazione di Antonio Bux

 
Vai alla scheda completa

dalla prefazione di Antonio Bux

Vai alla scheda completa


Personat (Passacaglia e fuga) di Roberto Ranieri

Questa personalissima raccolta di versi di Roberto Ranieri, intitolata Personat (Passacaglia e fuga) non è composta da poesie separabili e indipendenti tra loro. Infatti, all’interno delle quattro sezioni (Levare, Passacaglia, Cadenza e Fuga), gli spazi servono a isolare sezioni testuali omogenee, che nella tipica Passacaglia di matrice musicale classica (memorabili, in tal senso, la passacaglia di Bach – in do minore – o quella in re minore di Buxtehude) formano una autentica rapsodia sinfonica. 

dalla prefazione di Antonio Bux

Vai alla scheda completa