Sezione L’anello di Möbius

Da sempre uno dei principali cardini della poesia è il sentimento amoroso. Solo l’amore (che sia per un altro essere o per la propria terra o finanche per l’esistenza stessa) spinge l’essere umano a inda- gare l’ignoto e la bellezza. E quando l’amore si fa carne, abbandono, elegia, come anche stratificazione dell’esperienza, ecco che la poesia accade nella sua più viva purezza. È il caso di quest’opera prima di Rossana Nicotra, dall’affascinante titolo Sciara tagliente (titolo che gioca mescolando dialetto siciliano e italiano, artificio che avviene tra l’altro anche in rare ma particolari e specifiche poesie del libro) […]

dall’introduzione di Antonio Bux

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Carlo di Francescantonio pare odiare i poeti e forse pure la poesia. Ma non solo. Sembra quasi che l’autore ce l’abbia un po’ con tutto quel mondo patinato che primeggia ovunque e spesse volte anche senza alcuna merito­crazia. Ma di France­scantonio usa proprio il mezzo poetico per esprimere il suo di­sagio, dunque si può parlare di un odio che viene dal vero amore per la poesia così come per la vita (o per l’utopia di una vita). E così la poesia di­venta anti-poesia, quasi priva di liri­smo, composta invece di una lucida invettiva, a volte, come anche di un sottile sarcasmo. Il ritmo martellante e perentorio permea il discorso piano e non ha nessun pietismo nel dimo­strarsi nudo e crudo nel suo appa­rente distacco. […]

dall’introduzione di Antonio Bux

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[…] nella scrittura di Forestiero: vi si può notare anche la naturale propensione alla musicalità più viva della lingua, finanche nei più brevi componimenti; così come una lieve sfumatura surrealista in altri scritti, sparsi qui e là, ci ricorda quanto plastificata sia in realtà la vita di oggi. In conclusione, ci si trova davanti ad un’opera agile ma consapevole, che sembra prendere spunto dall’occasione per ragionare con lucida leggerezza sui malesseri dell’uomo, qui inteso come mero spettatore di questo spettacolo che è ormai il mondo fuori da ogni ordine.

dall’introduzione di Antonio Bux

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Ed è così che questo canzoniere si perpetua per lo scorrere della prima sezione in forma di pseudo sonetti, tutti composti da una doppia sestina; nella seconda sezione vi sono invece le poesie più libere e dal respiro generosamente più ampio. I temi (e sono i temi di sempre: lo scorrere del tempo, il rapporto uomo/natura, l’amore e l’integrazione col reale, ecc.) sono trattati talvolta con arguzia e con toni ironici, altre volte invece una lucida patina elegiaca torna in superficie e ci mostra l’anima più profonda dell’autore.

dalla prefazione di Antonio Bux

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In definitiva, il risultato di un’opera così straniante probabilmente è la deriva dell’essere contemporaneo, in quanto preda di un linguaggio che da tempo ha perso il suo valore primitivo. Ed è forse questo il monito più tragico nell’opera della Sirignano: che il dire non più spaventi cambiando il sentire nella vita di tutti i giorni, ma che, invece, si adegui alla sua sostanza più quotidiana. Ed ecco, allora, che il sogno di una direzione si fa poesia […]

dalla prefazione di Antonio Bux

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Una voce davvero inedita, quella di Elia Belculfinè. Una voce densa, onirica, frastagliata. Una voce che sembra prendere (e pretendere) l’e- redità della migliore poesia del novecento per farne un omaggio teso al disfacimento. Perché pregna di decadentismo, questa poesia sembra dialogare con i morti e i fantasmi, spesso anche dei vivi, che il poeta incontra sul suo cammino. Così come di riflesso, il poeta incarna nei suoi scritti ciò che non è più degli uomini, se non nella morte o nel silenzio.

dalla prefazione di Antonio Bux

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Il Fallout degli Dèi di Mark Bedin

falloutIn un tempo dove la poesia è sempre più̀ oggetto di una rappresentazione diretta e piana, figlia di un linguaggio sempre più̀ simile a quello parlato, c’è chi osa, come Mark Bedin, arcaicizzare il detto poetico per renderlo puro ritmo, viscerale esecuzione sonora; ciò̀ accade ne Il fallout degli dèi, seconda opera del giovanissimo autore veneto. Autodidatta e operaio in fabbrica, al contrario di molti suoi autori coetanei, Bedin si sottrae al contemporaneo, ergendo una sua personalissima Torre di Babele, tutta incentrata sulla reverenza dell’autore nei confronti della letteratura, e nello specifico della poesia.  […]

dalla prefazione di Antonio Bux

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Il Travestire dei Geli di Federico Pinzetta

PinzettaQuella di Federico Pinzetta è poesia di misura e di macero. Perché l’autore brucia attorno al silenzio e alle sue venature, a volte brillanti, altre opache, ma sa anche contenere il grande argine della parola. E in questo tintinnare calmo diversi, le voci del silenzio abitano le parole ancor prima che si stendano sul foglio. In definitiva, questo sorprende di un autore così giovane, qui alla sua prima prova: scivolare nella tradizione senza risuonare il ridondante, anzi, creando micro realtà sensoriali […]

dalla prefazione di Antonio Bux

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Fiori Scompagni in Acqua Cruda di Carol Guarascio

fiori… Quando un poeta assolve, almeno in parte, a queste specifiche questioni, può ritenersi sufficientemente soddisfatto del proprio fare. Questo avviene anche per la raccolta di Carol Guarascio, dall’emblematico titolo Fiori scompagni in acqua cruda, dove il ritmo assume senso attraverso suoni ed immagini precise; dove l’amore germina, così come la solitudine, con tono leggero, mai mortificante o consolatorio.

dalla prefazione di Antonio Bux

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Collezione di Dischi Volanti di Daniel Skatar

cdv

… L’autore, inoltre, muove i propri versi “geograficamente” anche per collocazione sistematica: versi in tondo e in corsivo si dipanano sulla pagina, alternandosi tra margine destro e sinistro, creando una voce nella voce interiore, una specie di doppio che, a seconda dell’occasione, amplifica o esonda, anticipa o ritorna su e per l’azione. Ed è in questo caso l’azione di dire, tramite la poesia, la superficie delle cose, per scandagliare la realtà con apparente freddezza utilizzando un’accurata mossa di autodifesa, perché l’autore pare rendersi conto di essere solo nel mondo, con il suo scrivere che lo rende alieno dai sentimenti più rozzi dell’umanità, ma vicino alla bellezza rarefatta del mondo.

dalla prefazione di Antonio Bux

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Il ritmo del mondo di Luigi Vallebona

Le poesie de Il ritmo del mondo mi hanno molto sorpreso e convinto per l’originalità della loro forma stilistica, che introduce con ironica abilità i termini della contemporaneità elettronica e merceologica nel tessuto di una lingua colta, e per i temi in sottofondo, che sono finalmente i gran­di temi del nostro presente, la natura offesa, la dematerializzazione (curiosamente affine al mate­rialismo…), i migranti, la globalizzazione … Insomma, una buona lettura che mi ha colpito e anche intellettualmente coinvolto.

Giuseppe Conte

 
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In che luce cadranno di Gabriele Galloni

… Galloni anche in questa sua agile e seconda prova, In che luce cadranno, gioca tra il silenzio e il tempo sospeso della poesia, e lo fa una volta con crudezza, altre volte con leggiadria, offrendo al lettore un lavoro di puntello, ma anche e soprattuto di carne, di materia viva. Ciò che è sorprendente è l’oscillazione di una poeta così giovane, ma già dal tono maturo, tra la concisione e lo stupore, tra la leggerezza e l’acume di una poesia tanto affinata quanto pungente.

 dalla prefazione di Antonio Bux

 
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dalla prefazione di Antonio Bux

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Personat (Passacaglia e fuga) di Roberto Ranieri

Questa personalissima raccolta di versi di Roberto Ranieri, intitolata Personat (Passacaglia e fuga) non è composta da poesie separabili e indipendenti tra loro. Infatti, all’interno delle quattro sezioni (Levare, Passacaglia, Cadenza e Fuga), gli spazi servono a isolare sezioni testuali omogenee, che nella tipica Passacaglia di matrice musicale classica (memorabili, in tal senso, la passacaglia di Bach – in do minore – o quella in re minore di Buxtehude) formano una autentica rapsodia sinfonica. 

dalla prefazione di Antonio Bux

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