Il Fallout degli Dèi di Mark Bedin

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di Mark Bedin

In un tempo dove la poesia è sempre più̀ oggetto di una rappresentazione diretta e piana, figlia di un linguaggio sempre più simile a quello parlato, c’è chi osa, come Mark Bedin, arcaicizzare il detto poetico per renderlo puro ritmo, viscerale esecuzione sonora; ciò̀ accade ne Il fallout degli dèi, seconda opera del giovanissimo autore veneto. Autodidatta e operaio in fabbrica, al contrario di molti suoi autori coetanei, Bedin si sottrae al contemporaneo, ergendo una sua personalissima Torre di Babele, tutta incentrata sulla reverenza dell’autore nei confronti della letteratura, e nello specifico della poesia.  […]

dalla introduzione di Antonio Bux

XI.

Quanto non avrei creduto affiora: Cleopatra,

e l’ascosa sua mano che altera,

per decesso affliggersi, del serpente il muso.

Ma io so, Cleopatra: fin troppo t’amasti

per non lasciarti soffrire.

S’è aggredita, rauca, ora, la luna in cielo

-Cleopatra; maledetta puttana, è tuo il seno

di nerastra chiazza, rattrappito tra le piaghe

che benigno gettato riarde nelle vaghe

folate!

Eppure mi accettasti;

non saprei dire in che misura di chi Cleopatra

in me rimanda la figura, facesti scordare.

Mark Bedin è nato a Vicenza nel 1997 e vive ad Altavilla Vicentina dove svolge l’attività di operaio in una acciaieria. Ha sempre contrapposto il suo percorso di studi tecnici al percorso letterario intrapreso in solitudine. Ha pubblicato la silloge Variazioni in versi (Controluna, 2018), poi ripudiata, scartata e rivista e mai ripubblicata. Un testo unico è stato pubblicato nell’antologia L’ovulo cercato (Occhionudo, 2019).


Prezzo copertina: euro 12.00 11,40

Pagine: 100

Codice ISBN: 9788885781399


Il Travestire dei Geli di Federico Pinzetta

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di Federico Pinzetta

Quella di Federico Pinzetta è poesia di misura e di macero. Perché l’autore brucia attorno al silenzio e alle sue venature, a volte brillanti, altre opache, ma sa anche contenere il grande argine della parola. E in questo tintinnare calmo diversi, le voci del silenzio abitano le parole ancor prima che si stendano sul foglio. In definitiva, questo sorprende di un autore così giovane, qui alla sua prima prova: scivolare nella tradizione senza risuonare il ridondante, anzi, creando micro realtà sensoriali che inducono il lettore a definire il silenzio proprio grazie alle parole che in fin dei conti non annunciano né cantano, ma si sottraggono ancor prima all’intenzione di essere scritte.

[…] dalla introduzione di Antonio Bux

Nel giro di boa delle mattonelle
sospirano le miserie,
in confronto allo stare
arboreo delle leggende
la botta del supermercato
spalmato sul cemento
raccoglie il ridicolo.
A volte è piangere un pilastro
per il gelsomino o
sputare se stessi.
Nel loro preciso essere nulla
i geli travestono.

Federico Pinzetta è nato a Mantova nel 1996 e studia Filosofia a Verona. Collabora con la rivista di filosofi a “Sovrapposizioni”. Il travestire dei geli è la sua prima pubblicazione.


Prezzo copertina: euro 10.00 9,50

Pagine: 56

Codice ISBN: 9788885781320


Fiori Scompagni in Acqua Cruda di Carol Guarascio

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di Carol Guarascio

La parola poetica è una commistione di senso e di suono, così come di immagini e tensioni del pensiero. Un affondo lirico nella sostanza delle cose, una incessante e ossessiva ricerca verso la prima superficie del mistero. Quando un poeta assolve, almeno in parte, a queste specifiche questioni, può ritenersi sufficientemente soddisfatto del proprio fare. Questo avviene anche per la raccolta di Carol Guarascio, dall’emblematico titolo Fiori scompagni in acqua cruda, dove il ritmo assume senso attraverso suoni ed immagini precise; dove l’amore germina, così come la solitudine, con tono leggero, mai mortificante o consolatorio.

La levità è sicuramente la prima peculiarità della poetessa calabrese, un’armonia semantica che si staglia con cura sulla pagina. Perché qui c’è rigore e franchezza, c’è volontà di esperire la vita attraverso la poesia per poi ritornare nel verso a cantare il proprio sentimento. Così come ci sono colori, oggetti, sensazioni e l’andirivieni di registri alti e bassi. Un proliferare di profumi che coinvolgono. […]

Dall’introduzione di Antonio Bux

Poesia dalla quarta di copertina

Divertimi, parola,

come un aneddoto

dopo una cena,

fuori da un locale,

mentre pestiamo

vita e sigarette

sul selciato.

 

Carol Guarascio è nata a Catanzaro nel 1976 e risiede a Campobasso. Laureata in lettere classiche a Perugia, attualmente è insegnante di italiano e latino al Liceo. Ha pubblicato le raccolta di poesie Il cassetto dei foulard (Talos Edizioni, 2015) e il romanzo per le scuole Il diario di Sulpicia (Cosmo Iannone Editore, 2017).


Prezzo di copertina: euro 12,00 11,40

Pagine: 86

Codice Isbn: 9788885781245


8 Dicembre 2019 – Carol Guarascio presenta il libro Fiori Scompagni in Acqua Cruda presso la Libreria Mondadori “La Scolastica” di Campobasso (Via Petrunto 24/26) con la partecipazione di Bibiana Chierchia e Laura De Camillis

FioriLoc


Traduzione in lingua romena della scheda de Fiori Scompagni in Acqua Cruda


15 Dicembre 2019 – Carol Guarascio presenta il libro Fiori Scompagni in Acqua Cruda presso “Na’ Cosetta” di Roma (Via Ettore Giovenale 54) con la partecipazione di Antonella Palermo 

nacosetta


Recensione per Fiori Scompagni in Acqua Cruda a cura del blog di poesia “Transiti Poetici”

Fiori Scompagni in Acqua Cruda di Carol Guarascio è tra i libri di poesia più venduti dai piccoli e medi editori italiani del 2019

Recensione per Fiori Scompagni in Acqua Cruda sulla Rivista Poesia di febbraio 2020 nella rubrica “I libri di poesia” curata da Fabio Simonelli

Collezione di Dischi Volanti di Daniel Skatar

Acquista Collezione di Dischi Volanti

di Daniel Skatar

… L’autore, inoltre, muove i propri versi “geograficamente” anche per collocazione sistematica: versi in tondo e in corsivo si dipanano sulla pagina, alternandosi tra margine destro e sinistro, creando una voce nella voce interiore, una specie di doppio che, a seconda dell’occasione, amplifica o esonda, anticipa o ritorna su e per l’azione. Ed è in questo caso l’azione di dire, tramite la poesia, la superficie delle cose, per scandagliare la realtà con apparente freddezza utilizzando un’accurata mossa di autodifesa, perché l’autore pare rendersi conto di essere solo nel mondo, con il suo scrivere che lo rende alieno dai sentimenti più rozzi dell’umanità, ma vicino alla bellezza rarefatta del mondo.

Dalla prefazione di Antonio Bux

 

Lo sconforto dei riconosciuti

per una notte

polare

rimangono

sotto l’orizzonte,

aggrappati allo spirito;

i punti di vista

impetuosi sotto di loro,

impotenti

quanto i soccorritori

sul ciglio della gola

Daniel Skatar, nato nell’ex Iugoslavia, rientra nella Generazione X. Ha pubblicato Pallapoesia (Europa Edizioni, 2013), Paroliere (puntoacapo Editrice, 2016), Zircone (Campanotto Editore, 2018). Vive a Bratislava.


Prezzo di copertina euro 12,00 11,40

Pag. 48

Codice ISBN 9788885781153


Traduzione in lingua romena di Collezione di Dischi Volanti” 


Il blog Transiti Poetici recensisce “Collezione di Dischi Volanti”


Mariano Ciarletta recensisce “Collezione di Dischi Volanti” per il blog Poesie e Versi


Il blog di poesia Imperfetta Ellisse recensisce “Collezione di Dischi Volanti”

Il ritmo del mondo di Luigi Vallebona

Acquista Il ritmo del mondo

Le poesie de Il ritmo del mondo mi hanno molto sorpreso e convinto per l’originalità della loro forma stilistica, che introduce con ironica abilità i termini della contemporaneità elettronica e merceologica nel tessuto di una lingua colta, e per i temi in sottofondo, che sono finalmente i gran­di temi del nostro presente, la natura offesa, la dematerializzazione (curiosamente affine al mate­rialismo…), i migranti, la globalizzazione … Insomma, una buona lettura che mi ha colpito e anche intellettualmente coinvolto.
Giuseppe Conte

Fogli, foglie
Nei fogliexcel
Nelle pagine web
Nei link, nei tweet
Disincarnata è la vita
Ci sconnette dal mondo
L’ultima offerta wireless.
Intanto il cinipide uccide
Lentamente i castagni
A uno a uno li sfoglia
Come pagine smorte.
Ma, nonostante tutto,
Sullo sfondo bruno del bosco
Marzo ci mostra ancora il filo
Che cuce in un’unica tela
La fioritura dei ciliegi e dei pruni
La fogliazione dei faggi e dei frassini.

Luigi Vallebona, nato a Savona nel 1961, ha una moglie chitarrista e una figlia arpista. Laureato in Lingue, si è dedicato per molti anni all’insegnamento del francese e dello spagnolo nei Licei, oltre che dell’italiano all’estero, come Lettore MAE presso l’Università Nazionale di Córdoba (Argentina). Dal 2012 è Preside di frontiera. Si batte per la difesa della biodiversità e della varietà linguistica. Si interessa di educazione interculturale, di letteratura comparata e di narrativa, con diverse pubblicazioni, fra cui: Oltre l’oceano. Tre racconti di migrazione (con T. Oliva, ed. bilingue italiano-spagnolo, Genova, De Ferrari, 2010), Narrare il contatto col mondo. Percezione e memoria nell’opera narrativa di Claude Simon e di Juan José Saer, Bologna, Clueb, 2014, “Cascine, boschi, rittani” in A.A.V.V. Sguardo alla terra, Roma, Gutenberg#Lab, 2015. Ha tradotto in spagnolo, con J. Folco, Le irregolari. Buenos Aires Horror Tour di Massimo Carlotto, Premio MAE per la traduzione 2008. “Cascine” e “Cellule di polvere” sono già apparse, anche in spagnolo, nel volume Crinale, Córdoba, El Copista, 2008, prefazione di Trinidad Blanco de García, con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Córdoba (Argentina). “Cellule di polvere” è stata pubblicata anche nella rubrica di poesia curata da Maurizio Cucchi su “Specchio” de La Stampa, 21 giugno 2003. “Ceneri”, “Marzo, marze” e “La voce del bocciolo” sono apparse in Enciclopedia di Poesia Contemporanea, Fondazione Mario Luzi, 2017. “Fogli, foglie” ha ricevuto il secondo premio del Concorso Internazionale di Poesia “Città di Acqui Terme” 2015, Presidente della Giuria Giorgio Barberi Squarotti.­


Prezzo copertina:  euro 12,00 11,40

Pagine: 61

Codice ISBN: 9788885781047


Scheda Il ritmo del mondo tradotta in romeno


Su  Transiti Poetici per ‘Il ritmo del mondo’

Su Pangea – Come mai i poeti non hanno capito che il Novecento è terminato da un pezzo? Tre libri per capirci 

In che luce cadranno di Gabriele Galloni

06/07/2020

Ciao, Gabriele

In che luce cadranno di Gabriele Galloni – RPlibri 2018 – Sezione L’anello di Möbius curata da Antonio Bux

Un poeta giovane ma dal sicuro avvenire Gabriele Galloni (Roma, 1995), che a soli ventidue anni esordisce con Slittamenti (2017), accompagnato da una prefazione di Antonio Veneziani. E anche io, come Veneziani, ho notato la maturità̀ stilistica e il talento di cesello (come anche di fioretto) dell’autore romano, che fa della scarnificazione il suo modellare istantanee, che però non si limitano a descrizione quotidiana di immagini o eventi ma, grazie al ritmo, figlio della grande tradizione lirica, ben mantiene alto il silenzio tra queste pagine. Perché́ Galloni anche in questa sua agile e seconda prova, In che luce cadranno, gioca tra il silenzio e il restare sospeso della poesia, e lo fa a volte con crudezza, altre volte con leggiadria, offrendo al lettore un lavoro di puntello, ma anche e soprattutto di carne, di materia viva. Ciò̀ che più̀ sorprende è l’oscillazione di un poeta così giovane, ma già̀ dal tono maturo, tra la concisione e lo stupore, tra la leggerezza e l’acume di una poesia tanto affinata quanto pungente. E le orazioni, i riti brevi di queste poesie sono dedicate ai morti, e Galloni scava in loro quasi chirurgicamente, riesumando così quella sottile lastra che divide il visibile dall’invisibile, la vita dall’aldilà, con una sapienza stilistica che si staglia attraverso una metodologia impersonale, minimale, offrendo però al lettore un ossessivo, quanto puntuale rendiconto scabro, dissacrante sulla presenza dei morti che si cela soprattutto dietro una sublimazione quasi liturgica della vita stessa. E allora, sembra dirci il poeta, “in quale luce cadranno” i vivi che ostentano il buio dentro, e soprattutto i morti che del buio fanno la loro redenzione? Al futuro di questa poesia l’ardua sentenza.

Prefazione di Antonio Bux

Ho conosciuto un uomo che leggeva

la mano ai morti. Preferiva quelli

sotto i vent’anni; tutte le domeniche

nell’obitorio prediceva loro

le coordinate per un’altra vita.

***

I morti vanno in cerca di riposo

l’uno dell’altro facendosi carico

inutilmente; ché nel continente

si va un giorno in avanti e due a ritroso.

***

Un corpo morto non è abbandonato.

Ignora – è verità̀ – le altre creature;

ignora i diktat dell’eternità̀. Ma stanne certo: un giorno tornerà̀

alla vita e avrà̀ voce di Creatore.

****

I morti continuano a porsi

le stesse domande dei vivi:

rimangono i corsi e i ricorsi

del vivere identici sulle

due rive. In che luce cadranno

tornati alle cellule.


Acquista ‘In che luce cadranno’

… Galloni anche in questa sua agile e seconda prova, In che luce cadranno, gioca tra il silenzio e il re­stare sospeso della poesia, e lo fa a volte con crudezza, altre volte con leggiadria, offrendo al lettore un lavoro di puntello, ma anche e soprattutto di carne, di materia viva. Ciò che più sorprende è l’oscillazione di un poeta così giovane, ma già dal tono maturo, tra la concisione e lo stupore, tra la leggerezza e l’acume di una poesia tanto affinata quanto pungente.

dalla prefazione di Antonio Bux

I morti tentano di consolarci
ma il loro tentativo è incomprensibile:
sono i lapsus, gli inciampi, l’indicibile
della conversazione. Sanno amarci
con una mano – e l’altra all’Invisibile.

Gabriele Galloni è nato a Roma nel 1995. Studia Lettere Moderne all’Università La Sapienza. Ha pubblicato Slitta­menti (Augh Edizioni, Viterbo 2017) con una nota di Anto­nio Veneziani.


Prezzo copertina:  euro 10.00 9,50

Pagine:  48

Codice ISBN:  9788885781030


Scheda in che luce cadranno tradotta in romeno

Intervista a Gabriele Galloni per Convenzionali

Flashes e dediche – Giulio Maffilii per Gabriele Galloni su Carteggi Letterari

Gabriele Galloni: poesie da In che luce cadranno, con un post-it dell’autore – Un posto di Vacanza – blog

‘In che luce cadranno’ – recensione su Transiti Poetici

Matteo Fais su VenetoVox – recensione a ‘In che luce cadranno’

Su Blanc di ta nuque per ‘In che luce cadranno’

Anna Maria Curci per Poetarum Silva recensisce ‘In che luce cadranno’

Su i poeti del Pasgravio per ‘In che luce cadranno’

Su SuccedeOggi per ‘In che luce cadranno’

Su PoetarumSilva per ‘In che luce cadranno’ una nota di Fabio Michieli

Su ParolaPoesia per ‘In che luce cadranno’

Su PiazzadelCampus una nota per ‘In che luce cadranno’

Su ImperfettaEllisse una nota per ‘In che luce cadranno’ di Giovanni D.V.

Su Un posto di Vacanza – blog Michele Paoletti legge “In che luce cadranno” di Gabriele Galloni

Su PoetarumSilva per ‘In che luce cadranno’ una nota di I. Grasso

Le confessioni di Gabriele Galloni su Pangea

Su MentiSommerse Alessandra Corbetta per ‘In che luce cadranno’

Su ParolaPoesia Antonio Veneziani conversa con Gabriele Galloni

Su Culturamente una intervista a Gabriele Galloni

Su L’Estroverso Carlo Tosetti per ‘In che luce cadranno’

Su YAWP per Gabriele Galloni

Su Pravalia Culturala per ‘In che luce cadranno’

Su CARTESENSIBILI Fernanda Ferraresso per ‘In che luce cadranno’

Su NazioneIndiana  alcuni testi tratti da ‘In che luce cadranno’

Su SENZAUDIO Nicola Vacca  per  ‘In che luce cadranno’

Su Imprevistoverso ‘La luce (e la voce) dei morti’, nota a ‘In che luce cadranno’

Su  ItalianPoetry per Gabriele Galloni

Su Laici.it per ‘In che luce cadranno’

Su PoesiaDelNostroTempo per ‘In che luce cadranno’

Su www.i-libri.com Angelo Favaro recensisce ‘In che luce cadranno’

Su PoesieSull’Albero un estratto della raccolta ‘In che luce cadranno’

Su L’Altrove.com una recensione per ‘In che luce cadranno’

Su Larecherche.it una recensione per ‘In che luce cadranno’

Su liminamundi.wordpress.com una nota critica per ‘In che luce cadranno’

Su La Recherche.it una recensione per ‘In che luce cadranno’

Sergio Carlacchiani interpreta alcuni testi tratti da ‘In che luce cadranno’

Su Lettere e Filosofia una recensione per ‘In che luce cadranno’

Roberto Corsi recensisce ‘In che luce cadranno’ sul suo blog

Su la rivista letteraria L’Elzeviro una recensione di Federica Picaro per ‘In che luce cadranno’

Sulla rivista Nuova Ciminiera, Filippo Davoli recensisce ‘In che luce cadranno’