La Voce Sognante di Lavinia Frati

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di Lavinia Frati

[…] Fatta questa premessa, ritengo di poter affermare con una certa sicurezza che la Frati sia una poetessa neo-lirica, che si contraddistingue per l’icasticità di alcune immagini e per l’epigrammicità, peraltro legittima considerando i componimenti aforistici dell’ultimo Montale e di Caproni ma anche di alcuni esponenti della linea lombarda come Nelo Risi e Luciano Erba. Alcune sue clausole sapienziali – ad esempio “Ipotesi”, “I ricordi”, “Il libertino”, “Anima in travaglio”, “Ricucitura” – si rifanno alla tradizione dell’ultimo novecento italiano. Sono in perfetta linea con la brevitas di alcuni grandi poeti contemporanei. È una poesia, al tempo stesso ragionativa ed evocativa, generata da una tensione gnoseologica, da una urgenza di verità. La carica evocativa delle liriche è data dall’analogismo, soprattutto nella prima parte. Più rare invece le similitudini, nonostante la sua razionalità vigile. Lo scarso impiego di deissi sta a significare la ricerca dell’oggettività o quantomeno di un discorso universale che valga per tutti.

dalla prefazione di Davide Morelli

Tasseomanzia

 

Testandosi dal torpore della vita,

interrogava il fondo delle foglie

girando la tazzina in senso orario

e ogni volta compariva quell’uccello

a indicare che la buona sorte

cercava lei, che era già lontana

il volto abituato alla speranza

svuotava negli occhi la tristezza

di un tempo che era già stato

e ora si presentava a reclamare

un saluto per essere tornato

un saluto per quando se ne andrà.

 

I testi di Lavinia Frati sono apparsi su riviste poetiche (Poeti e Poesia), su antologie poetiche (IPoet; Il segreto delle fragole; Enciclopedia contemporanea Mario Luzi). Ha pubblicato nell’anno 2019 la sua prima opera poetica “Anidramnios – Canto a due voci” con la casa editrice Controluna.


Prezzo copertina: euro 10.00

Pagine: 48

Codice ISBN: 9788885781313


 

Proprietà dell’Attesa di Giuseppe Vetromile

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di Giuseppe Vetromile

Di che sogno io sono?

abito in franchigia

(diversi anni fa ero un uomo)

ora non c’è più alcun simbolo

e il sogno non è mai stato così

opaco

e non mi abito più dentro:

la casa è questa attesa

fatta di amaro e di speranza

in bilico sul silenzio

 

Giuseppe Vetromile è nato a Napoli nel 1949. Attualmente svolge la sua attività letteraria a Sant’Anastasia (Na), città in cui risiede dal 1980. Ha ricevuto riconoscimenti sia per la poesia che per la narrativa in importanti concorsi letterari nazionali. Numerosissimi sono stati i primi premi. Ha pubblicato più di venti libri di poesie, gli ultimi dei quali sono Cantico del possibile approdo (Scuderi, 2005), Inventari apocrifi (Bastogi, 2009), Ritratti in lavorazione (Edizioni del Calatino, 2011), Percorsi alternativi (Marcus Edizioni, 2013), Congiunzioni e rimarginature (Scuderi, 2015), Il lato basso del quadrato (La Vita Felice, 2017), e il libro di narrativa Il signor Attilio Cìndramo e altri perdenti (Kairos, 2010). Ha curato diverse antologie, tra le quali, recentemente, Percezioni dell’invisibile, L’Arca Felice Edizioni, 2013; Ifi genia siamo noi (2015) e Mare nostro quotidiano (2018) per Scuderi Editrice. È il fondatore e il responsabile del Circolo Letterario Anastasiano. Partecipa a numerose giurie in concorsi nazionali e internazionali. Organizza incontri ed eventi letterari, tra cui le rassegne letterarie Il London Park Letterario a Sant’Anastasia, in collaborazione con Vanina Zaccaria, e Un caffè da Mancini presso la Libreria Mancini di Napoli in collaborazione con Gennaro M. Guaccio. È l’ideatore e il coordinatore del Premio Nazionale di Poesia “Città di Sant’Anastasia”, giunto alla XVII Edizione. È presente in rete con diversi blog letterari (Circolo Letterario Anastasiano, Transiti Poetici, Taccuino Anastasiano, Selezione di Concorsi Letterari). Inoltre collabora attivamente con altre associazioni e operatori culturali del territorio nella realizzazione di eventi letterari di rilievo, prodigandosi anche nella ricerca di nuovi “talenti” poetici.


Prezzo copertina: euro 12.00

Pagine: 92

Codice ISBN: 9788885781306


Recensione di Proprietà dell’Attesa sul blog di poesia “Poetrydream” a cura di Antonio Spagnuolo 

Video-presentazione di Proprietà dell’Attesa con l’Autore Giuseppe Vetromile e Melania Mollo:

Melania Mollo interpreta la poesia “L’attesa è nuda”:

Non si Muore di Notte di Vanina Zaccaria

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di Vanina Zaccaria

Non si muore di notte

in mezzo alle ombre

Si muore di giorno

sotto il fendente della luce

irrigiditi dalle forme

La clava, la giusta postura

la ruota

il segno del fratello sulla pietra

Tutte le cose

sono tutta la tua memoria

Non si muore di notte

quando anche la morte

somiglia al sonno

Si muore di giorno

nella luce che non finisce

e nemmeno ti asciuga

corpo di rana

che rimane umido

sotto le dita

[…]  Dalla quarta di copertina

 

“Ho atteso per molte notti lo stesso sogno”, confessa Vanina Zaccaria nella poesia che inaugura questo suo primo volume in versi. Volume che peraltro si colloca proprio lì, nel territorio senza confini e senza certezze del sogno, una presa di possesso tanto caparbia quanto malinconica, a circoscrivere, o meglio: a circumnavigare un universo onirico diluito in sequenza, per fotogrammi successivi, inquadrature piene ma sfocate, quasi virate in seppia, che fissano ed allo stesso tempo dissolvono paesaggi e personaggi, inermi lacerti di un mondo comunque materiato di Storia; e di storie. […]

 dalla nota di lettura di Edoardo Sant’Elia

 

Vanina Zaccaria, nata nel 1982, vive e lavora a Napoli. La sua attività si è costantemente divisa tra il percorso artistico-letterario e l’impegno nel campo della ricerca storico-sociale. Laureata in Servizio Sociale con una tesi di ricerca sul contributo etnografico dell’antropologo Ernesto de Martino, attualmente è Presidente della Fondazione Lermontov per la quale ha curato l’allestimento del Premio Internazionale Lermontov e la divulgazione dei volumi della Biblioteca Lermontov. Ha collaborato con il giornale in lingua italiana e russa Sussurri e Grida curando le rubriche di letteratura e geopolitica. Studiosa della cultura ellenica, ha collaborato con la Comunità Ellenica di Napoli e della Campania per la discussione e la divulgazione di saggi storico-politici. In ambito artistico: per il Teatro è attrice e direttore artistico di spettacoli messi in scena da associazioni culturali del territorio campano.

Sue poesie sono inserite nelle antologie poetiche: Ifigenia siamo noi (Scuderi Editrice, 2014), Mare Nostro Quotidiano (Scuderi Editrice, 2018). Membro della giuria per la sezione speciale “autori esteri” del Concorso Nazionale di poesia Città di Sant’Anastasia nel 2013, 2018 e 2019, ha ricevuto diversi riconoscimenti: Primo premio – sezione giovani – Premio Internazionale di Poesia e Narrativa Napoli Cultural Classic 2008 e il Secondo premio, poesia inedita, Premio di poesia nazionale Aoros-Valerio Castiello 2017.


Prezzo copertina: euro 10.00

Pagine: 48

Codice ISBN: 9788885781290


Segnalazione di Non si Muore di Notte su “Lo Specchio Magazine”

Segnalazione di Non si Muore di Notte ne “La Scansia Poetica di RPlibri” a cura di Giuseppe Vetromile

Recensione di Non si Muore di Notte sul sito RPlibri a cura di Francesco Improta

 

Incerte Sospensioni di Giovanna Visco

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di Giovanna Visco

Le “incerte sospensioni” di Giovanna Visco sono la fine di un inizio. Parole avvenute in un chiasso d’altre parole, che assumono il canto di una massima liturgica. Raramente accade di cogliere tale compiutezza e tale compitezza tra le regole grammaticate del verso. A lei accade il linguaggio ordinario, diremmo “volgare” se non temessimo la comparazione dantesca, eppure tutto le si sublima d’improvviso. L’Autrice giubila in un lento e caldo abbraccio che diviene strappo e congiunzione, come sempre accade a chi della critica (“politica”) fa una supplica e una redenzione.

Dalla prefazione di Felice Casucci

 

Imbrunire

 

Lungo e lento

è

l’incedere della sera.

Oscurità discendente

su solitudini allungate.

Veli sottili

come sudari

su volti cari

silenziosi,

su inesprimibili

strazianti

incerte

sospensioni.

 

 

Giovanna Visco è una giornalista pubblicista che ha al suo attivo centinaia di articoli di economia dei trasporti e logistica. Napoletana, vive a Napoli ma lavora a Roma. Blogger di una pagina di geopolitica ed economia, si occupa professionalmente di comunicazione. La poesia è il suo spazio espressivo interiore, che pratica da molti anni, popolato di suggestioni che le provengono da esperienze, persone e luoghi. Incerte sospensioni segna il suo esordio nello spazio letterario pubblico.


Prezzo copertina: euro 12.00

Pagine: 73

Codice ISBN: 9788885781283


4 Aprile 2020 – Presentazione della raccolta poetica Incerte Sospensioni di Giovanna Visco presso l’Istituto Italiano degli Studi Filosofici di Napoli alle ore 10:30. Con la partecipazione di Rita Pacilio, Felice Casucci e Rosalia Terrana

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Recensione di Incerte Sospensioni sul blog di poesia e narrativa “Transiti Poetici”

Al Polso Porto le Catene di Rita Pacilio

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di Rita Pacilio

Il moto del dolore e del perdono

 

Sono tessitrice di sogni

intreccio sfumature sulle cicatrici.

 

Giorno dopo giorno singhiozzo

l’amore sottomesso alle unghie nere.

 

Nella pancia ho un albero

su ogni ramo un uccello capovolto.

 

In quale vento ti troverò?

Quale orizzonte sfinirà la verità?

 

 

Rita Pacilio (Benevento 1963) è poeta, scrittrice, collaboratrice editoriale, sociologa, mediatrice familiare, si occupa di poesia, di critica letteraria, di metateatro, di saggistica, di letteratura per l’infanzia e di vocal jazz. Direttrice del marchio Editoriale RPlibri è Presidente dell’Associazione Arte e Saperi. Ha ideato e coordina il Festival della Poesia nella Cortesia di San Giorgio del Sannio.

Sue recenti pubblicazioni di poesia: Gli imperfetti sono gente bizzarra (La Vita Felice 2012) risultato vincitore di numerosi Premi, tra cui Laurentum 2013, è stato tradotto in francese Les imparfaits sont des gens bizarres, (L’Harmattan, 2016 Traduction en français par Giovanni Dotoli et Françoise Lenoir) e per Uet Tunisi la traduzione in lingua araba (a cura del Prof. Othman Ben Taleb), Quel grido raggrumato (La Vita Felice 2014), Il suono per obbedienza – poesie sul jazz (Marco Saya Edizioni 2015), Prima di andare (La Vita Felice, 2016). Per la narrativa: Non camminare scalzo (Edilet Edilazio Letteraria, 2011); L’amore casomai – racconti in prosa poetica (la Vita Felice, 2018).

Per la letteratura per l’infanzia: La principessa con i baffi, fiabe (Scuderi Edizioni, 2015); Cantami una filastrocca, quaderno operativo per la Scuola dell’Infanzia (RPlibri, 2018);  La favola dell’Abete, storia per la magia del Natale (RPlibri 2018); La vecchina brutta e cattiva (RPLibri, 2019)

È stata tradotta in greco, in romeno, in francese, in arabo, in inglese, in spagnolo, in catalano, in georgiano, in napoletano. A ottobre 2019 la recente pubblicazione di poesia La venatura della viola (Ladolfi Editore).

https://www.facebook.com/rita.pacilioelapoesia

http://www.ritapacilio.blogspot.it/

http://www.italian-poetry.org/rita-pacilio/

http://www.lavitafelice.it/autore-rita-pacilio-80764.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Rita_Pacilio


Prezzo copertina: euro 10.00

Pagine: 16

Codice ISBN: 9788885781269


Da una lettera di Carlo Di Legge all’Autrice:

Anzitutto, le mie congratulazioni per la tua impresa editoriale. Leggo anche questo libretto, pulito ed elegante come gli altri della tua casa editrice. Due poemetti così da te creati e  raccolti: destino della donna, sembra, in riferimenti di Medio Oriente – ma non solo. Fiducia-amore, tradimento e uscita-fuga, quando si è fortunate. Oppure schiavitù, o peggio … Un’idea generosa che ti appartiene, questa di condividere in versi talvolta estremi la sorte di sorelle sconosciute. I versi mi sembrano sempre chiarissimi, sebbene tormentati come si conviene all’ennesimo caso di corpo lacerato del mondo. Credo che mantenere la forma scelta del landai, dei due versi per volta, sia anche stato per te un utile esercizio di chiarificazione – la poesia, come sappiamo, è anche studio continuo, al fine di dire più efficacemente quel che si vuol dire).

Il Lato Oscuro delle Cose di Raffaele Urraro

Acquista Il Lato Oscuro delle Cose

di  Raffaele Urraro

Le poesie raccolte in questa silloge ruotano tutte intorno a un concetto che riflette il senso che io attribuisco generalmente al fare poetico: il tentativo di scoprire il vero significato delle cose. Operazione euristica, dunque, che impegna il poeta in un difficile lavoro di scomposizione e ricomposizione del linguaggio. Si scava nel senso delle cose – o, per dir meglio, nelle cose per scoprirne il senso – armati soltanto dello strumento della parola, quella che in effetti ci fa vivere e soffrire. Anche se, ovviamente, per lo più non è dato scoprire il senso delle cose, che spesso addirittura ci dicono che un senso davvero non ce l’hanno. E allora ci accontentiamo di scoprire quello che ci appare come tale, o quello che noi abbiamo ritenuto di attribuire alle cose, altrimenti vivere in un universo senza senso ci porterebbe dritti allo sconforto o alla depressione.

Come dice Pino Daniele, al quale ho rubato un’immagine straordinariamente pregnante – distorcendola, però, perché l’ho riferita ai poeti – “siamo angeli che cercano un sorriso”, il sorriso della scoperta e della conoscenza perché, in fin dei conti, “un sorriso può aggiungere un filo alla trama brevissima della nostra vita” (Laurence Sterne, ripreso poi da Giacomo Leopardi che ha attribuito alla “poesia” ciò che lo Sterne attribuisce al “sorriso”).

[…]  Dalla quarta di copertina

il lato oscuro delle cose

 

mentre ascolto una musica

coperta lievemente da veli variopinti

sento che la mente si accartoccia

nelle sue emozioni

 

anche l’aria che sembra stonata

nello stormire delle foglie

vibra di incerte tensioni

ed io cerco di scoprire

cosa dice quella voce

che parla la lingua

indecifrabile e arcana

della natura

 

ma conosceremo un giorno

il lato oscuro delle cose?

 

***

la fine della stella

 

la stella volteggiava

sulle ali della notte

senza una bussola

o il filo sottile di una luce

 

e nella notte danzava

fra le sue scalpitanti giravolte

piccola giovane stella

stellina dallo sguardo innocente

inesperta delle astuzie dell’infinito

che non è solo un prodotto del pensiero

 

e gira e gira

fra le strade scorticate del cielo

fu attratta da un buco nero

che la travolse e ingoiò

come fosse una mela

 

e noi siamo fatti

della stessa sostanza delle stelle

 

***

seduto sullo scoglio rosicchiato

 

Seduto sullo scoglio rosicchiato

dalla lingua del mare

aspetto la vetta della notte

per regalarmi la voce del silenzio

 

onda di luna piena

scende lentamente questa sera

su parole che il vento porta

dalle lontane terre del tramonto

 

e son parole di sogno

o parole sospese

tra un ricordo che viene

e un pensiero che va

sono pezzi di vita

smorfie di sangue

sconnessi singulti dell’anima vagante

o rosa che si apre al sole

 

son parole di luna

confuse tra la terra e il cielo

per posare un pensiero in un cuore

calato sulla sua fragilità

Raffaele Urraro è nato a San Giuseppe Vesuviano dove tuttora vive e opera. Dopo aver insegnato italiano e latino nei Licei, ora si dedica esclusivamente al lavoro letterario. Ha pubblicato le seguenti opere:

Poesia: Orizzonti di carta, San Giuseppe Vesuviano 1980, poi Marcus Edizioni, Napoli 2008; La parola e la morte, Loffredo, Napoli 1983; Calcomania, Postfazione di Raffaele Perrotta, Loffredo, Napoli 1988; Il destino della Gorgonia – Poesie e prose, Loffredo, Napoli 1992; Anche di un filo d’erba io conosco il suono, prefazione di Ciro Vitiello, Loffredo, Napoli 1995; La luna al guinzaglio, con Saggio critico di Angelo Calabrese, Loffredo, Napoli 2001; Acroàmata – Poemetti, Loffredo, Napoli 2003; Poesie, Marcus Edizioni, Napoli 2009; Ero il ragazzo scalzo nel cortile, Marcus Edizioni, Napoli 2011; La parola incolpevole, Marcus Edizioni, Napoli 2014; Bereshìt – In principio, Marcus Edizioni, Napoli 2017.

Saggistica: Poiein – Il fare poetico: teoria e analisi, Tempi Moderni, Napoli 1985; Giacomo Leopardi: le donne, gli amori, Olschki, Firenze 2008; La fabbrica della parola – Studi di poetologia, Manni Editore, San Cesario di Lecce 2011; “Questa maledetta vita” – Il “romanzo autobiografico” di Giacomo Leopardi (Olschki editore, Firenze 2015); Le forme della poesia – Saggi critici (La Vita Felice, Milano 2015).   

Ha pubblicato, inoltre, opere di cultura popolare e, in collaborazione con Giuseppe Casillo, molte antologie di classici latini per il triennio delle Scuole Superiori (Loffredo, Napoli) e la Storia della Letteratura latina (Bulgarini, Firenze).


Prezzo di copertina: euro 12,00

Pagine: 92

Codice Isbn: 9788885781221


Traduzione in lingua romena de Il Lato Oscuro delle Cose

Silvia Castellani recensisce il Il Lato Oscuro delle Cose per Il Giornale Off

Una breve nota per Il Lato Oscuro delle Cose a cura di Daniele Giancane:

Raffaele Urraro (nato a San Giuseppe Vesuviano) è una di quelle personalità di grande spessore letterario che non hanno avuto sinora quella ‘visibilità’ che avrebbero meritato.Già insegnante di italiano e latino nei Licei,ha al suo attivo (sin dal 1980) numerose pubblicazioni di poesia,di saggistica,di cultura popolare,nonchè la ‘curatela’ di molte antologie di classici latini e una Storia della Letteratura latina.

‘Il lato oscuro delle cose’, pubblicato nel 2019, è un libro molto interessante, per numerosi motivi: anzitutto per una sorta di ‘sgomento metafisico’ che lo percorre (quasi di tinta leopardiana): “Allora provi uno sgomento/che t’agghiaccia e fa paura”, oppure “Su questo precipizio che impaura”, che fa il paio con la coscienza dell’inconoscibilità del tutto,tema centrale dell’ultimo testo (‘Chi lo sa?’) che inizia con “Alla fin dei conti/nessuno può dire/di essere penetrato/nelle profondità/delle cose della vita”. Il titolo stesso del volume ‘Il lato oscuro delle cose’ (ripreso nel verso finale della prima poesia) allude appunto all’impossibilità umana (qui forse possiamo dire montaliana) a giungere-a dirla con termine filosofico-al ‘noumeno’, all’essenza. Restiamo nella dimensione dell’apparenza. Tutto ciò dà fatalmente adito al dubbio (Vedi “con le tasche piene di dubbi” di pag.65), alla sospensione,ad una sorta di timore del vuoto,della solitudine,del tempo che scorre come un fiume.

Una breve annotazione semantica ci conduce ad una osservazione:il Poeta utilizza per ben trenta volte il lessema ‘stelle’ (o ‘stella’), 17 il lessema ‘luna’, 2 volte ‘cometa’). Siccome in poesia nulla è casuale e tutto è rivelatore del mondo dell’Autore, il codice linguistico  ci ‘parla’ di una tensione del Poeta verso l’alto, l’altrove, il cielo. La sua ‘visione’ è essenzialmente metafisica.

Il linguaggio di questo libro è terso, lo stile colloquiale, tenue, dotato di una ininterrotta musicalità. Un bel libro, da leggere e rileggere.

Recensione de Il Lato Oscuro delle Cose sul blog di poesia Transiti Poetici


Giovedì 12 dicembre p.v., alle ore 18, nei locali del MATT (MUSEO ARCHEOLOGICO TERRITORIALE TERZIGNO), Corso Luigi Einaudi (nei pressi della Stazione della Circumvesuviana, nelle vicinanze del ponte della Ferrovia), il Prof. GIUSEPPE CASILLO (Storico delle Civiltà Classiche) presenterà il libro di poesie: “Il lato oscuro delle cose” di Raffele Urraro (RPlibri edizioni).

Saluti istituzionali:

Dott. AGOSTINO CASILLO, Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio;

Avv. FRANCESCO RANIERI, Sindaco di Terzigno;

Dott.ssa JENNY FALCIANO, Assessore alla Cultura.

La partecipazione all’evento consentirà, a chi lo vorrà, di visitare le già interessantissime sale del nuovo Museo terzignese, ricco di reperti archeologici e di artistici affreschi provenienti dalla famosa Cava Ranieri, in attesa dei gioielli provenienti da Pompei.

Ma l’evento vuole essere anche una sorta di “rimpatriata” di vecchi colleghi e di vecchi studenti del locale Liceo Scientifico, dove il Prof. Raffaele Urraro ha insegnato per 25 anni.


Una breve nota di lettura per Il Lato Oscuro delle Cose pubblicata su Arte&Cultura a cura di Antonio Filippetti

La nuova silloge di Raffaele Urraro dichiara il proprio intento sin dal titolo: il desiderio/obiettivo di scoprire il vero significato delle cose.  E l’autore affida il proprio miraggio all’espressione poetica convinto giustamente che soltanto attraverso la parola della poesia sia possibile penetrare nel nucleo oscuro delle cose, ovvero delle passioni, azioni, pulsioni che animano la nostra esistenza. La fiducia diremmo che è tanta ma Urraro non nasconde le difficoltà di una simile operazione tanto è vero che si chiede subito, in apertura del suo lavoro: “ma conosceremo un giorno/ il lato oscuro delle cose?” Il soccorso in questo caso non può venire se non dalla poesia che esplora nei meandri, anche i più nascosti, dell’animo umano. Ovviamente la sfida è sempre aperta e parte da lontano; il poeta ne è consapevole quando afferma parafrasando (e modificando) l’espressione shakespeariana che “noi siamo fatti/ della stessa sostanza delle stelle”. In ogni caso resta la funzione conoscitiva della poesia che come aveva affermato Pier Paolo Pasolini è l’unico valore “inconsumabile” della nostra vita.


Recensione de Il Lato Oscuro delle Cose a cura di Marianna Scibetta per “Formiche”

Recensione de Il Lato Oscuro delle Cose a cura di Vincenzo Guarracino per “LimesLettere”

Nel Verso Nulla Ritorna di Felice Casucci

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di Felice Casucci

La brevità e la lateralità di questi componimenti riconduce ad un tempo epidermico della vita, nel quale prevale l’ascolto sulla visione, il silenzio inesistente sulla realtà esistente. La semplicità è una scelta stilistica legata all’autentico e alla comunicazione diretta. Non vi è nessun compiacimento, ma un distacco dall’arte letteraria come estetica fine a se stessa, in una prospettiva est-etica dell’empatia. Quel che si chiede al verso è di fare il suo mestiere senza l’illusione di cambiare il mondo, prendendo atto delle circostanze disadorne con cui il mondo si esprime. […]

 

XIII.

 

Ricorda

dimentica.

Nulla resta.

Il peggiore

e il migliore

sono lo stesso uomo.

*

XXXIX.

Su vieni

a tirare la soma dell’amore

nel verso in cui

nulla ritorna.

 

Felice Casucci (Napoli, 1957) è giurista accademico, poeta, scrittore, dalla giovane età praticante il volontariato sociale e culturale. È il presidente della Fondazione Gerardino Romano di Telese Terme (BN).


Prezzo di copertina: euro 10,00

Pagine: 52

Codice Isbn: 9788885781214


Traduzione di Nel Verso Nulla Ritorna in lingua romena

Una nota di lettura per Nel Verso Nulla Ritorna a cura di Gioconda Fappiano

La condensazione in pochi versi di complessi itinerari di ascolto, la concisione intenzionale mi giungono come un talento felicemente messo a frutto.

di Anna Maria Curci

Adua Biagioli recensisce Nel Verso Nulla Ritorna

Poetarum Silva pubblica un estratto di Poesie tratte da Nel Verso Nulla Ritorna

Transiti Poetici recensisce Nel Verso Nulla Ritorna

Una nota di lettura per Nel Verso Nulla Ritorna a cura di Antonella Fusco

Due di Angela Giojelli

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di Angela Giojelli

Angela Giojelli, in questa delicata raccolta di poesie, posa lo sguardo sulle differenze, intime, fisiche e sociali, che caratterizzano gli esseri umani. Prende per mano ogni figlio del mondo interrogandosi sull’incertezza della vita e considerando sacra ogni lacrima, ogni sofferenza.  Rincorre la verità dei cuori e ambisce alla speranza dell’accoglimento dei ricordi. La felicità è la compiutezza emozionale della diade madre/figlio; per questo motivo sostiene: Grata a Dio, certa che ogni cosa esista, già per questo, nella misura in cui si è in due.

 

Rumori di febbraio


Nei rumori di febbraio
c’è il vento
e la speranza demolita.
La tristezza non mi permette

la corsa: non ci vedremo più?
Poesia mia, albero in fiore
tu non cadi mai.

Angela Giojelli è nata a Capua e vive in provincia Caserta. Specializzata in Radiodiagnostica, attualmente è Dirigente Medico presso Presidio Ospedaliero A.S.L. Campania. Appassionata di scrittura, ama leggere e partecipare a reading.


Prezzo di copertina: euro 10,00

Pagine: 40

Codice Isbn: 9788885781207


Traduzione di Due in lingua romena

Recensione di “Due” sul blog Transiti Poetici

Così consapevole e composto, nell’amore del Due, quello di Giojelli; pieno di mevaviglia nascente, quella stessa meraviglia che accomuna gli occhi aperti per la prima volta sul mondo di un bambino e gli occhi aperti ogni-volta-la-prima-volta sul mondo del vero poeta! Antica somiglianza, ma sempre forte… e Iannone sa dove guardare.

Carlo Di Legge

Marco Onofrio recensisce “Due” sul suo blog letterario

Ecolalia di Marialoreta Mucci

Acquista Ecolalia

di Marialoreta Mucci

Se s’interroga adeguatamente l’etichetta sotto la quale s’inscrivono le liriche qui raccolte – Ecolalia – vi si può rinvenire un’utile condensazione del nucleo generativo della poesia di Marialoreta Mucci. Ecolalia è, Treccani alla mano, ripetizione a tipo automatico di parole o d’una frase udite al momento. Ecolalia fa rima con paronomasìa – se letta alla greca – che è figura retorica dominante lungo il presente libro, e pour cause, perché nel fiorire di una parola dall’altra si manifesta il tratto caratteristico dell’incedere discorsivo di questi testi; le ripetizioni, gli echi fonici, le allitterazioni creano fra le parole i più diversi tipi di rapporti, dall’accostamento violento di immagini, alle allusioni poetiche più spietatamente parodiche …

dalla Prefazione di Alessandro Carlomusto

 

Ecosostenibili

per l’economia

tutti malati di ecolalia

fotografando l’essere

con l’ecografia.

 

Marialoreta Mucci nasce nel 1990 in Abruzzo. Sin da piccola si dedica alla lettura, fatale l’incontro letterario con Emanuel Carnevali che accende il desiderio di evaporare le parole. Studia Lettere Moderne a Roma e si laurea con una tesi su Carmelo Bene scrittore dal titolo: Carmelo Bene: scrivere la voce. Si occupa di comunicazione in una società di consulenza ambientale dove, affascinata dalla potenza dell’audiovisivo, inizia a lavorare con la realtà virtuale per scopi educativi.


Prezzo di copertina: euro 10,00

Pagine: 32

Codice Isbn: 9788885781184


Recensione di “Ecolalia” per il blog Transiti Poetici

Traduzione di “Ecolalia” in lingua romena


Presentazione del libro Ecolalia di Marialoreta Mucci – Lunedì 2 Dicembre 2019, Cartolibreria Mancini

LocEco


Sergio Carlacchiani, attore e poeta, che recita alcuni estratti della raccolta Ecolalia di Marialoreta Mucci

Tempo Tecnico di Daniela Matronola

Acquista Tempo Tecnico

di Daniela Matronola

La sua poesia scende nella realtà per invocarla, per piegarla a restituire il suo senso. E il senso è nella relazione, nel mistero dell’altruità. Nel bisogno che siamo, ancor più che nel bisogno che abbiamo. “Esiste, deve esistere un posto  dove si venga inclusi e non rifiutati. Deve esistere, esisterà un modo per essere  ammessi al cerchio umano, non separati da tutti”, dice Daniela in apertura, quasi forzando quel posto ad esistere nei suoi versi.

E, infatti, è la parola che si appropria delle cose e le assilla con una carezza. E’ la scrittura che funge da ostinato argine alla vacuità del reale, e resiste con disperata fermezza all’attacco del mondo. “Ricevo proposte d’evasione, divento bersaglio di chimere e consolazioni. Come mia madre, non ammetto distrazioni  anche quando ad esse cedo col corpo”.

dalla Prefazione di Simona Lo Iacono

***

 

Esiste, deve esistere un posto

dove si venga inclusi e non rifiutati.

 

Deve esistere, esisterà un modo per essere

ammessi al cerchio umano, non separati da tutti.

 

Dovrà pur trovarsi un luogo dove

si venga trovati e non dimenticati.

 

Dovrà pur esserci una mano che ci afferri

e non un braccio che ci ricacci indietro.

 

Deve esserci, esiste uno sguardo che ci sorrida,

un abbraccio che ci raccolga.

 

Oppure sciagura vi colga

***

Ricevo proposte d’evasione,

divento bersaglio di chimere e consolazioni.

Come mia madre, non ammetto distrazioni

anche quando ad esse cedo col corpo.

Cuore e mente restano radicati

nella casa, nella memoria

***

Un ferro da stiro in altra funzione,

come rudimentale divaricatore,

 

segno e strumento da ferrista

per la praticona abusiva

 

col chirurgo come secondo

nel rovesciamento dei ruoli operatorî:

 

immagine forte, eredità evocativa,

simbolo e indizio

 

lascito feroce, brutale testamento

di Giuliana Ferri

 

Daniela Matronola (Cassino, 1961) lavora alla propria letteratura da molti anni, su quasi tutti i fronti: racconto, romanzo, traduzione, critica su rivista, poesia. Ha anche tenuto corsi sulla poesia italiana a studenti americani alla LUISS e di scrittura in versi per la Scuola di Scrittura Creativa OME­RO, prima in Italia (a parte le lezioni milane­si di Giuseppe Pontiggia). Ha vinto alcuni premi, per il racconto, per la poesia e per il romanzo. La sua recente pubblicazione in poesia è Melamangiai, RPlibri 2018.


Prezzo di copertina euro 12,00
Pag. 132
Codice ISBN 9788885781160


Traduzione in lingua romena di Tempo Tecnico

Il giornale di poesia Inverso pubblica alcuni testi tratti da Tempo Tecnico

Recensione di Maria Clelia Cardona per Tempo Tecnico su Leggendaria (n.138 p.70)