A proposito di … facebook e i ricordi!

Quasi ogni giorno facebook ci ricorda un ricordo: un post che abbiamo scritto anni prima e che scompare dalla home (e dalla mente) in maniera velocissima, soprattutto se abbiamo concesso ‘amicizia’ a tanti contatti e seguiamo molte pagine. Spesso si tratta di post con fotografie, con didascalie poetiche, locandine, articoli di giornali, eventi, condivisioni di link letterari e tanta pubblicizzazione del proprio lavoro (almeno per me è così!) A volte i ricordi ci fanno sorridere rimandando alla memoria la gioia vissuta in quei momenti passati, altre volte, invece, sono tristi perché legati ad avvenimenti disastrosi o a perdite di persone care. La cosa che mi colpisce sono i commenti riportati in quel post: ridicoli o adulanti, oppure sinceri e duri come la realtà. Oggi facebook mi ha ricordato un mio post di cinque anni fa (Dio mio, come passa il tempo, credevo di averlo scritto un mese fa – sorrido!). Si tratta dell’abbraccio passionale tra  Ingrid Bergman e Cary Grant nel bellissimo film Notorius – L’amante perduta di Alfred Hitchcock del 1946. Una fotografia che racchiude il sentimento, il dramma e la dedizione di tutta la trama. La didascalia è una mia quartina inedita che riporto testualmente:

 

 

Ho voglia di quell’ultimo bacio
dato nel secco silenzio. Suonato
nel mio corpo e poi nel tuo
quando stava morendo l’altra estate.

 

Bene, ho ripensato ai baci: quanti sono i baci che ho dato e quelli che ho pensato? Sicuramente, per  onestà, vi confido che i secondi sono in sfrontata maggioranza! E allora questo ricordo mi fa fare i conti con i miei ultimi cinque anni in cui, riguardandomi, realizzo di aver baciato troppo poco! Concludo ringraziando facebook e auspicando di baciare tanto e di pensare meno … adesso vi saluto tutti caramente e vado … a baciare! A prestissimo.

Rita Pacilio

‘Lo farei, ma non ho tempo’ l’ultima piaga dei Sapiens Sapiens odierni.

Ormai troppo spesso deflagra con violenza dalle nostre bocche per darsi aria e arie questa frasuncola – massima contemporanea: ‘Lo farei, ma non ho tempo’.  ‘Nostre bocche’ in quanto anche io, non più di un’ora fa, l’ho bella bella pronunciata in un audio su WhatsApp ad una cara amica. Dopodiché mi sono chiesta – ma che vuol dire esattamente LO FAREI, MA NON HO TEMPO?  Vige, immagino, una presunzione in virtù della quale chi avrebbe tempo – Ma chi ce l’ha? – possa in qualche modo fare ciò che gli altri (senza tempo) non possono permettersi di fare. Segue, quindi, l’idea che chi abbia tempo, ce l’abbia perché in realtà fa relativamente poco, detta alla francese: non ha un cavolo a cui pensare e quindi fa ciò che gli altri non possono fare. Mi domando se non ci sia un qualcosa un tantino contorto in questa visione del mondo!

Fortunatamente, poi, mi viene in soccorso Lewin con la soluzione sottobraccio: ‘Non puoi capire un sistema finché non provi a cambiarlo’ – Allora, capiamola questa frasuncola, cambiamo le cose!

Dice, sempre l’amico citato pocanzi, che è necessario tenere conto dell’intera situazione, dal momento che la concentrazione su fatti isolati può produrre una percezione distorta delle circostanze, come a significare: ‘Ehi, ho capito che il tuo destino dipende abbastanza da te, ma una buona fetta dipende anche dagli altri e viceversa. Perché non ti assumi ora la tua responsabilità per il bene collettivo? (e trovi il tempo per fare questa cosa che volendo faresti?)’ È che forse siamo un po’ pigri ultimamente, un po’ senza motivazioni, svogliati. Non sarà che il tempo lo abbiamo ma non lo vogliamo, giacché ciò che compiamo, alla fine dei conti, dovrebbe rappresentare chi siamo?

 

Alessia Iuliano

Roma, 18 settembre 2018

Prologo al testo

[Roma, 18 settembre 2018, sull’autobus che percorre viale Aventino, alle ore 18.30.
C’è ancora luce, ma volge al tramonto. Il colore nell’aria è diverso: annuncia l’imminenza dell’autunno Il bus traballa sui sampietrini, gli stessi che percorrevo da bambina con mia madre per raggiungere mio padre nell’ufficio che si affacciava proprio sul bel viale alberato. Allora c’erano grandi platani ai lati della strada, ormai sostituti da tempo con tigli profumati e farnie. Pensando alle piccole cose, ai dettagli che colorano il vissuto e lo impregnano di odori. Piccole cose, particolari, che rischiano di andare persi se non li fissiamo anche attraverso la scrittura. Per la memoria che trattiene chi siamo stati e per chi siamo stati. Al filo che invisibile ci lega.]

Testo

Le cose vanno dette per come sono, perché nel dettaglio può nascondersi il senso., una testimonianza. Se si parla di un filo, voglio sapere come è: quanti capi ha, se è teso, arrotolato o ingarbugliato; se ha nodi oppure no, se lega stretto o invece unisce morbido; se guida all’interno del labirinto sicuro verso la salvezza, o penzola nel vuoto abbandonato all’inconsistenza del suo nulla.
E’ nelle azioni, e nelle loro conseguenze, che si svolge – come un filo – la vita.
Ed è nella capacità simbolica che trae forza la sua narrazione.


Stefania Di Lino
Stefania Di Lino, vive a Roma. È allieva dello scultore Pericle Fazzini e del poeta critico artistico e letterario, Cesare Vivaldi, uno dei fondatori del gruppo 63, presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. È docente abilitata MIUR per gli Istituti Superiori e formatrice. Da anni è presente in numerose manifestazioni artistico- letterarie. . È tra i redattori della rivista artistico- letteraria Bibbia d’Asfalto, autrice di diversi articoli e recensioni,e del blog PoesiaParola. Ha partecipato al Festival dei Due Mondi, a Spoleto. Nel 2011 aderisce al “World Poetry Movement” con la “Palabra en el Mundo”. Nel 2012 pubblica la raccolta di poesie Percorsi di vetro (De-Comporre Edizioni), prefata da Agnese Moro e Sandra Cervone. E’ presente in molte antologie e riviste specializzate, tra queste si cita il prestigioso periodico poetico-letterario “I fiori del male”, diretta da Antonio Coppola. Partecipa con un suo testo critico al X Festival Mondiale di Poesia di Caracas, presentando un’opera video del poeta italo-venezuelano Antonio Nazzaro; nel 2014 alcune sue poesie vengono selezionate in un concorso indetto dall’UNESCO di Torino per la giornata mondiale di “Etica Globale e Pari Opportunità: contributo delle donne allo sviluppo dell’Europa e del Mediterraneo”. I testi vengono tradotti e pubblicati in 14 lingue. Nel 2015 partecipa alla Rassegna Poetica presso la Galleria Biffi di Piacenza con Dialoghi Poetici. Nel 2017 pubblica “La parola detta”, silloge prefata da Cinzia Marulli, per La Vita Felice, Milano, riceve la Menzione Speciale della Giuria per il Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio (III Edizione), Mantova, e, al Concorso Nazionale S. Anastasia XV Edizione, Napoli, riceve il 2° Premio per la Poesia Inedita. E stata membro di giuria in diversi concorsi letterari, e con i suoi testi poetici è stata presente in diverse edizioni dell’Estate Romana, al Festival Musicale delle Nazioni, al Teatro di Marcello e presso la Sala Baldini

L’Arte su tutto di Emanuele Giampaolo

Acquista L’Arte su tutto di Emanuele Giampaolo
… “Non so bene quando tutto questo ha avuto necessità di venire al mondo, se attraverso le mie mani è nato il pensiero o viceversa. Penso sia stata una necessità, qualcosa di fisiologico. Il Daimon. Quando l’arte diventa la guida, la chiave di lettura per tutte le cose, il motivo che spinge, che a tratti si veste di presunzione, che ti indica le linee e le composizioni attraverso la luce che colpisce in ogni dove, ecco, lì riconduco chi sono e qual è il mio compito, la mia responsabilità”…

Dalla nota dell’autore

L’Arte su tutto è una galleria d’arte in cui immagini, interventi critici e poesie co-vivono.

 

Emanuele Giampaolo (EG) è un giovane artista partenopeo. Nasce a Napoli nell’ottobre del 1986.
Consegue gli studi superiori giungendo fino all’Università Federico II di Napoli dove intraprende il percorso di Lettere e Filosofia. Oggi è un imprenditore edile e designer. Il suo percorso artistico inizia da giovane, presso il Liceo Artistico SS. Apostoli di Napoli, dove acquisisce le prime tecniche di disegno e pittura. Si specializza nella ritrattistica e nella fumettistica e non mancano riconoscimenti nazionali. All’arte figurativa affianca la passione per la filosofia, per la letteratura e per la musica. Compone poesie, narrazioni in prosa, musiche. Fino al 2012 si dedica esclusivamente al lavoro. A Ravello, sulla costiera amalfitana, decide di riprendere la tavolozza e i pennelli, grazie alla conoscenza e alla frequentazione di artisti provenienti da tutto il mondo. Dipinge anche abiti di alta sartoria e tessuti vari. Resta sempre alla costante ricerca di tecniche e stili per nutrire la sua creatività, coniugando vigore espressivo/creativo e intuizione estetica. Dal 2012 a oggi elabora una propria cifra approdando a una concezione surrealista dell’arte contemporanea. La sua vernissage risale al 2014 al centro d’Arte San Vidal, a Venezia. Seguiranno altre esposizioni tra cui Arte Padova.
Dal 2015 a oggi, ArtGallery&SalottoLetterario Design diventa il suo laboratorio artistico per sperimentare fusioni, confronti e sperimentazioni: «L’arte in ogni sua forma viene quasi dettata dall’ambiente che ci circonda e dai nostri sensi che ne percepiscono la bellezza e l’unicità. Sono colori, profumi e meravigliose estensioni dell’anima, tutto a portata di tutti. Un animo sensibile è destinato a coglierne la straordinarietà. L’artista deve avere il buonsenso di testimoniarne la potenza e quindi veicolarla nella creatività, firmando così un’istantanea della sua vita, porgendola al mondo e al futuro. Il percorso, la passione, il tormento nel cercare se stessi con l’espressione è qualcosa che ti innalza, che ti traghetta in un luogo dove si respira compiutezza, felicità.» EG


Prezzo di copertina euro 15,00
Pag. 48
Codice ISBN 9788885781122


 

Rassegna Stampa

POETI PER GENOVA

Una interessante e lodevole iniziativa del noto poeta Elio Grasso per ricordare e commemorare le vittime causate dal crollo del ponte Morandi a Genova, avvenuto lo scorso 14 agosto, ha fatto sì che si realizzasse un volume antologico, per il momento soltanto in e-book, scaricabile dal sito “La dimora del tempo sospeso” ( https://rebstein.files.wordpress.com/2018/09/aa-vv-poeti-per-genova.pdf ), dal titolo “Poeti per Genova”.
Il volume raccoglie la testimonianza poetica di 69 autori di rilievo, invitati dal curatore Elio Grasso ad esprimersi, con versi inediti, sul dramma che ha colpito Genova e tutti noi.
La poesia, anche qui, assume un valore sociale considerevole, che va ad aggiungersi a quello intrinseco dell’atto creativo e artistico spontaneo che di regola la connota. Se non altro, di fronte a tanti mancamenti, irresponsabilità, incurie e degradi, l’arte, la cultura e in particolare la poesia possono in qualche modo agire sulle coscienze e sui cuori di tutti, protagonisti dei misfatti o semplici cittadini inermi e inconsapevoli. E lo può fare mettendo a nudo i fatti, parlando di umanità, disvelando senza infingimenti o costrizioni i sentimenti più intimi e genuini di fronte alla catastrofe, di fronte all’egoismo e all’indifferenza di tanti.
Arricchisce il lavoro antologico il contributo degli scrittori e giornalisti Simone Pieranni, Mario De Santis e della pittrice Cristina Fagioli. In apertura, una poesia di Giorgio Caproni dedicata alla sua Genova.
Un’opera letteraria di valore, da leggere e da meditare.

Giuseppe Vetromile
11/9/18

Parla de ‘L’immenso è semplice’ di Paola Venezia Fumiyo Tamegaia

Fumiyo Tamegaia (artista di Tokio che ha illustrato 4 Haiku del libro)

E` difficile di trovare le parole per me che possono esprimere il mio sentimento così fine.

Adesso unica frase con cui posso esprimere la mia anima é “amo Paola Venezia”.
E davvero tu sei una grande artista e poeta.
Io fino la morte vorrei stare con te artisticamente.

Scusami, sono toroppo emmoziata.
Non posso scrivere bene in italiano.
Spero che tu mi capisca.