L’Ipnosimetro di Antonio Bux

Acquista L’ipnosimetro

di Antonio Bux

Notizie bibliografiche:

Nella già vasta produzione del poeta foggiano Antonio Bux, L’ipnosimetro originariamente si poneva come un corpus unico che formasse un’opera dalla mole gigantesca di oltre quattrocento pagine. Data l’impossibilità di pubblicazione di un testo così imponente, l’autore ha preferito scorporare le cinque parti del libro in altrettante pubblicazioni a sé stanti. Questa qui proposta è la quarta e penultima parte, e s’intitola così com’era in origine il progetto nella mente dell’autore. La peculiarità principale della poesia di Bux è l’ossessione verso forme e stilemi ricorrenti, quasi a creare una situazione poematica dove il poeta si trova a lottare soprattutto contro se stesso, e lo fa utilizzando un grumo di parole specifiche e “neutrali” (solo per citarne alcune: cielo, Dio, mare, vento, alberi, tempo), che si rincorrono ossessivamente fino a dissolvere il proprio significato originario, nella speranza di rinnovare la parola basando sul ritmo e sui rimandi interiori questa estenuante cantilena di sguardi e di suoni. […]

dalla nota redazionale

Il saldo è l’ultima luna o pagare le viscere
ai vermi sopra la terra

oppure invecchiare
il sogno contro natura felici senza un vascello

che sappia dove la morte
fa acqua, dove fa fuoco quando ritorna nel grembo

sottile di chi non è stato
o di chi solo ha vissuto felice e non vuole più avere risposte

Antonio Bux (Foggia, 1982) ha pubblicato, tra l’altro, Trilogia dello zero (Marco Saya 2012; rosa premio Montano, vincitore premio Minturnae), Kevlar (Società Editrice Fiorentina 2015; premio Alinari), Naturario (Di Felice 2016; rosa premio Viareggio), Sativi (Marco Saya 2017; selezione premio Città di Como) Sasso, carta e forbici (Avagliano 2018; premio Alfonso Malinconico) e il recente La diga ombra (Nottetempo 2020). In spagnolo ha pubblicato 23 – fragmentos de alguien (Buenos Aires 2014), El hombre comido (Buenos Aires 2015), Saga familiar de un lobo estepario (Toledo 2018) e in vernacolo foggiano la silloge Lattèssanghe (Le Mezzelane 2018; selezione premio Città di Ischitella – Pietro Giannone). Nel 2014 gli è stato conferito a Firenze il premio Iris. Come traduttore ha curato i volumi Finestre su nessuna parte (Gattomerlino Superstripes 2015) di Javier Vicedo Alós, Bernat Metge (Joker 2020) di Lucas Margarit e Contro la Spagna e altri poemi non d’amore (Nessuno editore 2020) di Leopoldo María Panero. Ha fondato e dirige il blog Disgrafie e alcune collane per le Marco Saya Edizioni e per l’editrice RPlibri.


Prezzo copertina: euro 12.00 11,40

Pagine: 80

Codice ISBN: 9788885781450


Una lettera per Antonio Bux dedicata a L’Ipnosimetro:

Ciao Antonio, il tuo libro mi è arrivato molto prima del previsto e l’ho già letto. Sono contento perché mi è piaciuto molto. La tua è una lingua che fa sentire la propria voce, che si fa forte presenza per poi poter meglio sparire e risolversi/dissolversi in se stessa. Leggendoti ho ripensato molto alla dépense di Bataille (dispendio e depensamento di beniana immemoria). Le parole si consumano nelle immagini e le immagini nelle parole. Il tuo linguaggio è una forgia in cui i concetti vengono continuamente riplasmati, un flusso ipnagogico-mentale, come anche una lotta della poesia con se stessa come Giacobbe con l’angelo. È altresì una ricerca sul sonno / sogno delle parole, ma non in senso onirico o surrealistico, più una specie di dormiveglia delle parole laddove il significante è ancora aperto alla ferita del significato, del ‘semanein’, del significare.In definitiva il testo è quasi un pre-testo per aprire le parole all’alterità di cui sono fatte. Davvero tanti, tanti complimenti.

Roberto Nespola