Monica Pezzella: “Binari” (TerraRossa Edizioni, 2020)

di Filippo D’Eliso (2020)

Binari di Monica Pezzella, (TerraRossa Edizioni ©2020, 13€), opera di esordio dell’audace scrittrice, è il frutto di una matura attività artistica. Monica Pezzella rivela una formazione salda e ben connaturata per la sperimentazione e le collaborazioni trasversali nella pratica di linguaggi altri. La sua scrittura, infatti, ad un’analisi attenta, trae origine, forza, vigore e sviluppo dalla tecnica musicale presente finanche con le connotazioni proprie del silenzio che troviamo come elemento acusmatico e diegetico lungo l’opera letteraria.

Copertina di “Binari”

Artefice di questa coniugazione è un pretesto di nomenclatura desunto dalla Suite n. 3 di Johann Sebastian Bach formata da cinque movimenti: Ouverture, Aria, Gavotta I e II, Bourrée I e II e la Giga conclusiva e scritta per tre trombe, timpani, due oboi, due violini, viola e basso continuo il cui secondo movimento, l’Aria, prevede un organico solamente di archi, ed è proprio questa Aria che è stata soprannominata Aria sulla quarta corda (Air on the G String) dopo che il celebre violinista tedesco August Wilhelmj ne fece un arrangiamento per violino e pianoforte.

La scrittura di J.S. Bach è contrappuntistica ossia una scrittura orizzontale multi livello da cui nascono armonie in perfetto allineamento verticale e dove l’aumento di densità dei flussi crea pressioni che spingono i significanti linguistici ad assumere significato: rimarchevole matrice linguistica presente in Binari.

Come nella bellezza di un teorema matematico, il senso è nell’armonia che possiamo definire “pressione verticale su un flusso orizzontale”.

Il violinista tedesco August Wilhelmj per poter dar corpo all’arrangiamento applicò un trasporto di tonalità, da Re a Do, quindi abbassando di una ottava l’intera tessitura la melodia poté essere interamente eseguita sulla corda di SOL, la quarta corda del violino. Da qui il soprannome Aria sulla quarta corda.

Quindi il cerchio si chiude sempre di più a far luce su come Monica Pezzella abbia creato ed intrapreso un percorso confluente e condensato in questa sua opera letteraria dopo aver fondato appunto la rivista Quarta Corda.

D’altra parte superare sé stessi o semplicemente superare un ‘limite’ permette di tendere all’asintoto matematico, matrice di limite finito o infinito che sia, ma concretamente e letteralmente irraggiungibile perché superare le colonne d’Ercole per oltrepassarle è calarsi nell’ignoto dove è possibile un varco allo scandalo ché solo il non essere informati, oggi più che mai, come l’immenso P.P. Pasolini ci ha indicato profeticamente a suo tempo, in un mondo iperconnesso, è prerogativa al nuovo che in quanto tale ha forza di scandalo e non è casuale che la rivista Quarta Corda possa ospitare a sua volta Galleggiamento di Luca Perrone con Prefazione e Postfazione di Ilaria Palomba e Francesco Improta: rilevanti testimonianze del genio di Luca Perrone, autore già presente nel catalogo RPlibri di Rita Pacilio. 

La vera novità di Binari è un originale elemento acusmatico non diegetico: la presenza di una Voce che partecipa alla narrazione proprio come una musica che accompagna l’azione ma che non è udita dai personaggi Marcel ed Ale e che in virtù di una attrazione ridotta ad una prosciugata ed insaziabile sete di sesso non lascia traccia.

Mi sovviene anche qui la potente poetica di P.P. Pasolini che in Supplica a mia madre pone l’accento in una “infinita fame d’amore, dell’amore di corpi senza anima” il cui unico scambio consentito è di liquidi corporei nella più totale effrazione del cuore.

Il titolo “Binari” svela il legame tra i due protagonisti che proprio attraverso i binari della linea di un tram si raggiungono, ma che è anche punto di non incontro in quanto tra due rette parallele non ci sono possibilità di intersezione. La geometria e l’architettura – Marcel è infatti architetto – piombano prepotentemente nella struttura dell’opera. Le quattro parti – come quattro movimenti di un’opera sinfonica, a superamento di ogni limite e con l’apparente tecnica dodecafonica della retrogradazione, ossia Binari comincia con il segmento “Fine” e termina con il segmento “Inizio” – in realtà sono costruite con una struttura a spirale: le quattro sezioni o segmenti, inizio-prima-dopo-fine, seguono l’ordine fine-prima-dopo-inizio.           

Proprio l’idea di verticalità e di “lettura verticale”, formulata da Simone Barillari attraverso un ciclo di seminari tenuto a Roma nel 2018, ha aperto la strada verso il limite estremo a cui tendono sia la rivista Quarta Corda e sia il linguaggio adoperato da Monica Pezzella in Binari in perfetta assonanza di stile che potremmo benissimo definire cinematografico.  Non a caso a dieci anni dalla morte di Stanley Kubrick avvenuta il 7 marzo 1999 fu pubblicato nel 2009 per minimum fax il libro Con Kubrick  curato dallo stesso Simone Barillari, che racconta l’amicizia con Michael Herr, co-sceneggiatore di Full Metal Jacket nella Traduzione di Nefeli Misuraca.

Un caso? Niente affatto. Kubrick ossessionato a livello maniacale dalla musica faceva sgorgare ogni fotogramma dei suoi capolavori cinematografici dalla profonda e sensoriale architettura sonora di veri e propri di capolavori musicali. Limiti superati con audacia e bellezza indescrivibili.

Ora se avete il coraggio di superare in qualità di lettori i vostri limiti, dimostratelo!

Leggete Binari! Se è un libro da non perdere, tenete assolutamente presente che chi rischia di perdersi siete voi!