Semplice! Tenere le luci accese!

di Filippo D’Eliso

Francesco Improta ha la capacità ad ogni sua recensione, di riaccendermi puntualmente lo “stupore infantile”, come direbbe Elemire Zolla [tra i miei intellettuali preferiti, in assoluto, del ‘900].

Questa volta tocca a La casa dalle finestre accese di Anna Folli su Giacomo De Benedetti e la cultura italiana della prima metà del Ventesimo secolo.

Anna Folli, con “una scrittura chiara e fluida, spesso elegante sempre efficace”, traccia un quadro epocale straordinario.

Nella Torino degli anni Venti, all’indomani della I guerra mondiale, opera una schiera di intellettuali come Sergio Solmi, Carlo Levi, Piero Gobetti, Eugenio Montale, Mario Soldati, Natalino Sapegno che, colmi di talento, si muovono intorno alla figura irrequieta di Giacomo De Benedetti.

Costui, grazie alla moglie Renata Orengo, donna sensibile, intelligente e di grande slancio culturale, è consacrato, attraverso la pubblicazione dei suoi inediti, come il più grande critico letterario del Novecento.

Un libro avvincente, e, come ci sottolinea Francesco Improta, necessario ed imprescindibile per tutti coloro interessati alle vicende culturali e politiche dell’Italia del Ventesimo Secolo.

Giacomo De Benedetti e Renata Orengo due grandi protagonisti che, nella loro casa a Torino prima e poi a Roma, fino a tarda notte con le sue luci accese, richiamavano l’attenzione dei curiosi e dei rari passanti.

Ma qual è la funzione del critico letterario?

Semplice! Tenere sempre le luci accese!

Gli artisti, i poeti, gli scrittori, i musicisti senza una critica approfondita, capace di valorizzare la loro produzione, brancolano nel buio pesto.  

I lettori, che nel mondo odierno, si assottigliano a collezionisti e gli artisti a “vetrinisti”, vivono ormai in una cultura del declino perché il mondo intero ha mercificato tutto appiattendo il talento e il genio dei creativi ad una becera azione di persuasione e preghiera di essere “visti”.

Allora diventa chiaro il motivo per cui la CULTURA è FONDAMENTALE per uscire dal BUIO e TUTTI, nolenti o volenti, DOBBIAMO IMPUGNARE LE ARMI DELLA SAPIENZA E DELLA RICCHEZZA ESPRESSA in ogni Forma Artistica e DIFENDERCI DALLA BARBARIE DELL’IGNORANZA incendiando il Mondo.

Dedico questo post a tutti, amici (consonanti)

e nemici (dissonanti), ricordando ciò che Arnold Schönberg

disse: “La dissonanza è semplicemente una consonanza lontana”.

Uno speciale ringraziamento al critico letterario Francesco Improta

e alla RPlibri della poetessa e scrittrice Rita Pacilio

che ne ha pubblicato la recensione.