Nr. 4 – Ciro Vitiello

a cura di Giuseppe Vetromile 

Il 28 dicembre del 2015 veniva a mancare, nella sua San Sebastiano al Vesuvio, uno dei più illustri letterati napoletani dell’ultimo novecento: Ciro Vitiello. Filosofo, saggista, studioso insigne della letteratura italiana e profondo conoscitore del mondo poetico contemporaneo, poeta di grande pregio egli stesso, Ciro Vitiello avrebbe meritato, come tanti altri letterati e poeti non più tra di noi, maggiori riconoscimenti e attenzioni, una più ampia dedizione commemorativa nei suoi riguardi. Non sono molte le notizie sulla sua persona e sulla sua intensa attività nel cosiddetto mondo virtuale, internet, blog e social. Eppure ci ha lasciato una grandissima quantità di scritti, di opere letterarie, saggi, romanzi, poesie. È questo, purtroppo, il destino un po’ triste e ingiusto  di tanti uomini di cultura, che nonostante abbiano lasciato un segno tangibile e importante in vita, vengono poi, se non del tutto dimenticati, “oscurati” dal vertiginoso e affannato succedersi degli eventi successivi.

Nostro compito riportare alla memoria le loro voci, che sono state voci vive, voci rinnovatrici e propositive, come appunto fu quella di Ciro Vitiello, riproposto brevemente in qualità di poeta in questo spazio della Scansia Poetica di RPlibri.

 

(Da “Ciclica”, 1979)

 

Permeabile luce

 

Avvinghiamoci sotto cieli di mutili aprili

correndo puledri in calore – tu libidinosa moina,

io desiderata fusione, entro i limiti della libertà:

 

tutto è spazio, e tutto è tempo, gli uccelli saettano

nell’azzurro parole, che sfiorano la tua gelida anima

nella permeabile luce, eco della voragine rimena

 

il rito della vinaccia. D’improvviso, scoppiano bombe

nelle piazze, lacrimogeni annebbiano l’aria,

impazzita la folla si disperde nei labirinti,

favola della rivoluzione…

 

***

 

(Da “Didimo”, 1983)

 

Dissolversi è destino

 

Dissolversi è destino ma basta una sillaba,

una sola, perché il tempo si ripeta, e duri!

 

Ti fingi in estasi, mentre l’aria è bruna e la voce muta:

l’azzurro assorbe le sonore corrispondenze dei tordi –

e, nella pura laringe della stanza, oscilla la tenda

gonfia di vento. Dissipo le fervide vocali, sfioro l’amaro

istante, ritaglio le forme del nostro fiato per incidere

la luna sulla lastra di rame: sciamando, da

suoni evado – e, allo strappo netto, non

percepisco più valori, eco dileguo.

 

***

 

(Da “Riforma”, 2006)

 

L’altrove

 

Quanto silenzio dopo il grido dell’anima!
E lo stelo germoglia,

la grotta del cielo accende il sole – le frontiere

sono insuperabili – “Tutto è misto di utopie

e delusioni, di lotte e d’ingordigia –

la madre assaggia la coppa dell’amaro, e cerca

dissennata i figli mai nati dal ventre fervidissimo –

nel senno della sua inviolata morale

anche il silenzio s’è fatto mortale, la sconosciuta

riprende il suo obliquo viaggio. Nella mente

risiede il bene distorto? Percepisce

nell’orgolgio che la presa della carne

è l’aspirazione di ogni vivente”. Dove è

la parola che perpetui la congiunzione

degli opposti, e lo

sterile fecondi?

 

(Testi tratti dal volume “L’opera poetica vol. I”, Guida Editore 2012)

 

***

 

(Da Rapimenti)

 

Alla Certosa

 

Sei nudo corpo –

voce di sibilla, titubante dubbio dondoli –

quando carezzi abbaglio, mio leccio,

mia rotula! In quel

pomeriggio di calce alla Certosa –

s’andava sulla pietraia – io nodulo d’argilla,

per lineamenti di calma –

buco: infido contatto adulavi nel passaggio

a ripe di miserie, mia fedele, mio lampo,

e sono fuoco spento –

sulla toppa del mondo per mente

sconquassata e matta: oh profumo di carne,

mi sprofondi, nei recessi del buio, per orrori,

rumore doloroso capitombolo

sulla china

senza figure, senza visi,al vento poca luce.

 

(Dal volume “Antologia della poesia italiana contemporanea 1980-2001”, di Ciro Vitiello, Tullio Pironti Editore).

 

Ciro Vitiello è nato a Torre del Greco (Na) nel 1936. È stato redattore della rivista letteraria Altri Termini, ha collaborato a quotidiani e a numerose riviste. Per Guida ha diretto le collane Poesia Contemporanea (1982-1985) e Poesia Novanta (1992-1994); per Ripostes Poeti Contemporanei (1992-1995). Ha ideato e diretto per l’Editore Tullio Pironti di Napoli la Biblioteca della poesia italiana contemporanea, dove ha pubblicato testi di Luzi, Roversi, Sanguineti, ecc. Per lo stesso editore ha pubblicato la sua Antologia della Poesia Italiana Contemporanea. Nel 2002 ha ideato per l’editore Guida una collana dal titolo Idetica. Ha diretto, dal 2009, sempre presso Guida, con Ferroni e Luperini la collana Parole chiave della letteratura. Ha fatto parte di giurie in alcuni importanti premi di letteratura. Nel 2011 ha ideato il Premio Letterario Corrado Ruggiero, con una giuria di grande prestigio.

Ha pubblicato, in ambito poetico: Corpor.azioni (1975); Ciclica (1979); Apocalipse quattro(1980); Cantico d’Erugo (1980); Le resistenze (1983); Didimo (1983); Suite (1984); Accensioni (1991); Rapimenti (1992); Il gioco degli errori (1994); Baara ( 1995); Quisquis o delle solitudini (1996); Origini d’amore (2001); Il male sorgivo (2001);  La tenue armonia (2003); Lunedì perduto (2008); Dritto e Rovescio (2012). Per la narrativa: Le voci leggere (1987); Verso occidente (1987), I due orologi (2003); Malpotere (2009). Per la critica letteraria:  Teoria e analisi del linguaggio poetico (1984); La logica letteraria (1984); Teoria e tecnica dell’avanguardia (1984); Idetica (2002); Pensare la poesia (2005); Gli spiriti nel presente (2006); Carducci, nostro contemporaneo (2007).