Fiori Scompagni in Acqua Cruda di Carol Guarascio

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di Carol Guarascio

La parola poetica è una commistione di senso e di suono, così come di immagini e tensioni del pensiero. Un affondo lirico nella sostanza delle cose, una incessante e ossessiva ricerca verso la prima superficie del mistero. Quando un poeta assolve, almeno in parte, a queste specifiche questioni, può ritenersi sufficientemente soddisfatto del proprio fare. Questo avviene anche per la raccolta di Carol Guarascio, dall’emblematico titolo Fiori scompagni in acqua cruda, dove il ritmo assume senso attraverso suoni ed immagini precise; dove l’amore germina, così come la solitudine, con tono leggero, mai mortificante o consolatorio.

La levità è sicuramente la prima peculiarità della poetessa calabrese, un’armonia semantica che si staglia con cura sulla pagina. Perché qui c’è rigore e franchezza, c’è volontà di esperire la vita attraverso la poesia per poi ritornare nel verso a cantare il proprio sentimento. Così come ci sono colori, oggetti, sensazioni e l’andirivieni di registri alti e bassi. Un proliferare di profumi che coinvolgono. […]

Dall’introduzione di Antonio Bux

 

Poesia dalla quarta di copertina

Divertimi, parola,

come un aneddoto

dopo una cena,

fuori da un locale,

mentre pestiamo

vita e sigarette

sul selciato.

 

Carol Guarascio è nata a Catanzaro nel 1976 e risiede a Campobasso. Laureata in lettere classiche a Perugia, attualmente è insegnante di italiano e latino al Liceo. Ha pubblicato le raccolta di poesie Il cassetto dei foulard (Talos Edizioni, 2015) e il romanzo per le scuole Il diario di Sulpicia (Cosmo Iannone Editore, 2017).